
The Death of James Dean
Le opere del veronese Nicola Verlato generano un turbinio di emozioni. Scene violente, colorate, confuse, in cui la realtà si mischia al fantasy e al fumetto e dove i protagonisti lottano disperati per non soccombere ad una non- natura malevole ed ostile, oppure muoiono soli, abbandonati e dimenticati da tutti. Nel vortice di forze delle opere di Verlato si concentrano le influenze di Caravaggio e di Dalì, rivisitati però attraverso un profondo studio sulla costruzione dell’immagine in 3D.
Nicola Verlato, classe 1965, trasferitosi a Brooklyn, nel cuore di New York, nel 2003, vanta una serie di personali a Berlino, Milano, Venezia e Brescia, oltre alla partecipazione ad esposizioni collettive in Italia, in Europa e negli Usa. Attualmente alcune delle sue opere sono esposte alla 53ma Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia, intitolata ‘Fare Mondi’ (7 giugno – 22 novembre 2009) all’interno del nuovo Padiglione Italia alle Tese delle Vergini dell’Arsenale. “I quadri che ho realizzato per la Biennale – ha spiegato Verlato al mensile XL – hanno per protagonista James Dean e si basano su un modello del suo viso che ho realizzato con i software 3D. Posso animarlo ed illuminarlo come voglio. A me interessa il campo del mito che si incarna in fisionomie specifiche, mi interessa la nostra capacità di creare continuamente nuovi miti”.
Opere che fondono la grande tradizione pittorica italiana e le nuove tendenze, dal 3D ai toys fino al Pop-surrealismo. Per crearle Verlato usa un metodo che prevede modelli viventi, sculture in plastilina e scene in 3D dove ricostruisce la composizione del quadro. Come spiega lo stesso artista “è lo stesso metodo dei maestri del Rinascimento con in più tecnologie e metodi mutuati dal cinema e dai cartoons”. Se volete farvi un’idea sulle opere di Nicola Verlato:

There's no place like home

Mothers

Twisted
l’opera più coinvolgente, forte e semplice insieme è quella di James Dean…innegabile un’abilità non comune.
Andrò sicuramente alla mostra di settembre alla Galleria Antonio Colombo,grazie.
Milli Gandini
[...] accostamenti di viti danno origine a spettacolari ritratti tridimensionali, veri mosaici metropolitani. Myers, per comporre le sue opere, parte da un pannello di legno [...]
[...] attirata soprattutto dal genere: fantascienza. In un panorama letterario dove sono il fantasy, l’urban fantasy o il paranormal a farla da padrone, non mi sembrava vero. Ho fatto intere [...]