Pubblicato in: Arte

After the crash: quando l’arte incontra la scienza

di mariagiovanna 12 luglio 2011

La mostra “After the Crash”curata da Camilla Boemio e realizzata in collaborazione con l’Orto Botanico del Dipartimento di Biologia Ambientale della Sapienza Università di Roma ha saputo stupire ed allo stesso tempo far riflettere le persone che l’hanno visitata nel giugno scorso. La mostra infatti fa parte del progetto Europeo ISWA che ha lo scopo di usare l’arte per comunicare emozioni e fare avvicinare le giovani generazioni a quella che sembra una materia difficile e aulica come la scienza. Attraverso l’arte, quindi, si vuole stimolare le persone a creare progetti artistici in grado di dimostrare le tante similitudini esistenti tra processi creativi associati alle creazioni artistiche e alle conoscenze di tipo scientifico.

Questo particolare evento è stato promosso da una cordata di atenei – coordinati dall’Università Politecnica delle Marche ed in particolare dal professor Franco Rustichelli – ed ha raggruppato opere ed istallazioni di numerosi artisti di livello internazionale la cui progettualità artistica utilizza la scienza: dalla Bio Tech Art alla Fisica passando per le Nano Tecnologie, la Geologia , i cambiamenti climatici, le applicazioni artistiche del rinnovamento cellulare, la cultura della scienza , la medicina, le collezioni scientifiche , la biodiversità e la conservazione.

Tra i nomi degli artisti che hanno partecipato alla collettiva “After the Crash” spiccano Justine Cooper, Wout Berger, Trevor Paglen, Cassander Eeftinck Schattenkerk, Klaus Thymann (che realizza incredibili pannelli fotografici utilizzando la diffrazione della luce laser), Gino De Dominicis, Marek Kvetan, Richard Fajnor, Francesco Patriarca (“Migrations” evoca la vita e gli spostamenti degli uccelli migratorio), Donato Piccolo (con la sua istallazione «I Hope Impluvium» che riproduce una tempesta in una struttura di vetro all’interno di una serra), Emmanuelle Villard, Giorgio Cutini, Damir Ocko e Ravi Agarval.

La mostra After the Crash verrà riproposta in altri musei dato che il progetto Europeo ISWA terminerà solo nel 2012. Per informazioni vi rimando al sito di Camilla Boemio www.camillaboemio.com.

2 risposte a “After the crash: quando l’arte incontra la scienza”

  1. [...] mostra “After the Crash” nasce dal connubio tra l’evento “Arte in Orto” del Museo Orto Botanico di Roma ed il progetto [...]

  2. [...] resta frastornato dalle sovrapposizioni, dalle luci della città, dalle contaminazioni. Il fascino dei non-luoghi, dei colori e delle complessità architettoniche, come Madeleine visive [...]

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