dic 08 12

RaiDue taglia Brokeback Mountain e poi fa finta di pentirsi

di Valentina

Brokeback Mountain

I segreti di Brokeback Mountain, di Ang Lee, è un polpettone sentimentale che ha avuto successo soprattutto grazie allo scalpore suscitato dalla storia d’amore tra i due protagonisti, bellissimi, machi e gay tormentati. Le scene di sesso cowboyesco non sono proprio castissime, ma rispetto al popò di davanzali, culetti e strusciamenti che ci sbattono in faccia a qualsiasi ora e con qualsiasi pretesto in tv sembrano robetta all’acqua di rose. Insomma, mi dico, se voglio vedere Striscia la notizia devo anche sorbirmi ogni santa sera il sedere di una (per carità, bellissima) stangona mora. Quasi non c’è film che non contenga a mo’ di soprammobile qulache bollente scena di sesso (etero, of course). Ovunque si parla di sesso, anche a metà pomeriggio in qualche trasmissione pseudo-sociologica. A tutte le ore lenzuola disfatte, zompettamenti e gridolini, corpi ignudi e ginniche prese di posizione.
I canali tv italiani sono il paradiso dei nudisti (senza offesa per i nudisti veri), e che combina quella bacchettona di RaiDue? Trasmette Brokeback Mountain senza le scene di sesso tra Heat Ledger e Jake Gyllenhaal. Il film vincitore di tre Oscar e di quattro Golden Globe è stato privato delle sequenze giudicate più sconvenienti.
La nota della Rai giustifica così l’accaduto: “Una serie di casualità ha impedito la messa in onda della versione originale. La Rai ha comprato i diritti del film tramite Rai Cinema. Per un’eventuale trasmissione senza vincoli di orario, è stato chiesto alla società Bim, che l’ha distribuito nelle sale, il visto censura. In seguito a tale richiesta, il distributore ha consegnato la copia che aveva ottenuto il visto, mentre non è stato sollecitato l’invio contestuale della versione integrale. Pertanto – continua la nota – quando RaiDue ha deciso di trasmettere il film ha ritenuto di utilizzare la versione integrale non verificando sul terminale che la versione in possesso della Rai era quella che aveva ottenuto il visto censura per la trasmissione senza vincoli di orario”.
“Chi si è permesso di pensare che il pubblico adulto non avrebbe potuto sopportare baci ed effusioni tra due uomini, e di stravolgere la trama trasformando una grande passione in amicizia?” ha detto il presidente nazionale dell’Arcigay Aurelio Mancuso. Seguiti a ruota da Franco Grillini, presidente di Gaynet, Aduc (Associazione diritti utenti e consumatori), dal Circolo omosessuale Mario Mieli, da Vladimir Luxuria e una grande fetta di pubblico.
Il direttore di RaiDue, Antonio Marano, “ha preso l’impegno di mettere in programmazione la replica del film nella versione cinematografica senza tagli”. Ormai la frittata (bigotta) è fatta. Non potevano pensarci prima? In Italia si fa sempre retromarcia quando la figuraccia è stata fatta. Bah.

nov 08 05

Mamma, ho guardato troppa tv: sono incinta!

di Valentina

Altro che rischio obesità! Gli adolescenti che passano troppo tempo davanti alla tv rischiano di ritrovarsi precocemente mamme e papà. Un gruppo di ricercatori statunitensi della Rand Corporation ha pubblicato sul numero di novembre di Pediatrics (la rivista dell’Accademia americana dei pediatri) lo studio “Guardare il sesso in tv può predire la gravidanza giovanile?”. I ragazzi che guardano troppi programmi dai contenuti espliciti sessuali (telefilm, talk-show e quant’altro) avrebbero il doppio di probabilità di incappare in gravidanze indesiderate.

Lo studio, svolto dal 2001 al 2004, è basato sull’osservazione di duemila ragazzi tra i dodici e i diciassette anni. Oltre al rischio di gravidanze, i ricercatori hanno osservato che un uso scorretto della tv (genitori assenti, overdose di zapping, programmi inappropriati) comporta spesso anche disturbi del comportamento. Ma questa non è una novità. Anita Chandra, coordinatrice della ricerca, ha dichiarato che “La televisione è solo uno degli ingredienti che influenza il comportamento degli adolescenti. Dovremmo concentrarci anche sul ruolo di internet, dei giornali e della musica”.

Con la dottoressa Chandra è d’accordo anche la Società Italiana di Pediatria, che nel Rapporto del 2007 su stili di vita e abitudini degli adolescenti italiani giunge a conclusioni molto simili. Riguardo al tema ‘Televisione e sessualità’, i dati parlano chiaro: i ragazzi che si rimbambiscono davanti alla tv per più di tre ore al giorno hanno una percezione minore del rischio rappresentato dai rapporti non protetti rispetto ai coetanei che snobbano il tubo catodico. Inoltre, chi concede meno tempo allo zapping e più tempo al dialogo con genitori e amici è anche più informato sul sesso.

Insomma, in fatto di tv il detto “vedere per credere” lascia il tempo che trova. Meglio fare come i Simpson, che la tv la guardano tutti assieme, stretti stretti sul divano…