lug 08 01

I patinati ritratti della ‘cattiva’ Jill Greenberg

di mariagiovanna

Il suo progetto “End Times” che ritraeva bambini piangenti e disperati, aveva suscitato, alcuni anni fa grandi polemiche. Sto parlando della fotografa canadese Jill Greenberg. All’epoca era stata additata come insensibile, un mostro e c’era addirittura chi chiedeva che venisse accusa di abuso sui minori perché, per poter ottenere questi scatti, peraltro molto belli e ben riusciti con una luce frontale il cui effetto veniva poi accentuato in post-produzione, la Greenberg aveva dovuto usare un espediente: sottrarre un lecca lecca ai piccoli per poter ottenere così una loro reazione.

Con questa serie di foto voleva esprimere “l’impotenza e la rabbia che si provano di fronte all’attuale situazione politica e sociale”, in riferimento all’amministrazione Bush. Scorrendo il portfolio sul suo sito (www.manipulator.com) si possono ammirare le sue opere, sempre molto originali, e caratterizzate da questa particolare luce ad effetto che investe i soggetti, siano essi bambini, animali o personaggi famosi, su uno sfondo blu-grigio. L’effetto è molto patinato ed è ottenuto anche grazie all’utilizzo di colori saturi.

Jill Greenberg è una fotografa molto apprezzata negli Stati Uniti, specializzata in ritrattistica, ma nota anche per le sue foto pubblicitarie. Canadese di origine, è cresciuta nella periferia di Detroit. Dopo il diploma alla Rhode Island School of Design, con specializzazione in fotografia si è trasferita a New York per praticare la professione. Dal 2001, invece, vive a Los Angeles dove è concittadina di molti suoi famosi clienti, tra cui tante star di Hollywood e personaggi del mondo della musica e dello spettacolo.

Negli anni il lavoro delle Greenberg ha preso piede negli ambienti dello show biz, tanto da farla diventare richiestissima. Tra i suoi lavori spiccano i ritratti di Fergie dei Black Eyed Peas, Gwen Stefani, Cristhina Aguilera, David Bowie, Lionel Ritchie e tanti altri.

mag 07 23

Le ragazze di Riad: il libro-scandalo della saudita Rajaa Al-Sanea

di mariagiovanna

Arriva anche in Italia il romanzo che ha fatto scandalo in Arabia Saudita. Definito il Sex and the City arabo, Le ragazze di Riad è un libro coraggioso e innovativo. In questo romanzo l’autrice, la 25enne saudita Rajaa Al-Sanea, racconta le gesta di quattro giovani ragazze del suo paese, Sadeem, Qamrah, Mashael e Lamees, alle prese con l’amore, gli uomini e le tradizioni. Uomini perennemente e inutilmente eccitati, ridicolizzati dall’autrice che li considera stupidi e prepotenti, privi di forza e volontà per cambiare le cose in un paese chiuso e oscurantista come quello saudita. Il libro è stato scritto alcuni anni fa e ha venduto migliaia di copie in Libano e in Bahrein, dove molti sauditi sono andati per acquistarlo dopo che questo era stato vietato in patria. Per anni la sua diffusione è stata pressoché clandestina. Fotocopie al mercato nero di Riad, email spedite per aggirare la censura hanno permesso a questo libro di diventare un piccolo caso letterario. Ma, soprattutto, hanno consentito agli arabi wahaabiti di poter leggere, finalmente, storie considerate fino ad allora tabù, di corteggiamenti, di omosessualità, di piacere e di ingiusto odio contro gli sciiti. Ora il libro è pronto per sbarcare in Occidente: prima dell’estate sarà pubblicato negli Stati Uniti da Penguin Press e dopo arriverà anche in Italia edito dalla Mondadori. Per gli occidentali, Le ragazze di Riad, è una testimonianza preziosa di uno dei luoghi più ermetici della terra, raccontata attraverso gli occhi di quei giovani che avrebbero il compito, e forse il dovere, di farlo progredire.