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	<title>Fanzin-Arte &#187; New York</title>
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		<title>Dibattito sull&#8217;architettura urbana: Focus on Art a Macerata</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Nov 2011 12:33:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna</dc:creator>
				<category><![CDATA[Architettura]]></category>
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		<description><![CDATA[&#8220;Focus On Art – Paris 2010 Urban Attitude&#8221; è più di una mostra: è un viaggio nel concetto di architettura delle periferie urbane, un dibattito vivace con l&#8217;eccellenza dell&#8217;Ordine degli Architetti. E&#8217; Macerata, a Palazzo Floriani, a ospitare il quarto appuntamento della rassegna, dal 17 dicembre 2011 al 21 gennaio 2012. Fulcro dell&#8217;iniziativa gli scatti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-1841 aligncenter" src="http://www.fanzinarte.com/files/2011/11/fronte-invito-focus-4_banca.jpg" alt="" width="510" height="242" /></p>
<p style="text-align: justify"><a title="Guarda la scheda della mostra" href="http://aniconics.wordpress.com/2011/11/23/paris-2010/" target="_blank"><strong>&#8220;Focus On Art – Paris 2010 Urban Attitude&#8221;</strong></a> è più di una mostra: è un viaggio nel concetto di <strong>architettura delle periferie urbane</strong>, un dibattito vivace con l&#8217;eccellenza dell&#8217;Ordine degli Architetti. E&#8217; <strong>Macerata</strong>, a Palazzo Floriani, a ospitare il quarto appuntamento della rassegna, dal 17 dicembre 2011 al 21 gennaio 2012.</p>
<p style="text-align: justify">Fulcro dell&#8217;iniziativa gli scatti di <a title="Vai al sito di Franco Belsole" href="http://www.francobelsole.com/" target="_blank"><strong>Franco Belsole</strong></a>, <strong>&#8220;Paris 2010&#8243;</strong>. In questa serie, l&#8217;artista presenta una successione di immagini incentrate più sulla <strong>folla in movimento</strong> che popola le città, che sulla staticità dei luoghi urbani. In questa prospettiva, le città si amalgamano, perdono le loro differenze: Helsinki  Berlino, New York, Filadelfia, Parigi sono accomunate dal concetto di <strong>situazione individuale</strong>.</p>
<p style="text-align: justify"><img class="alignright size-full wp-image-1840" src="http://www.fanzinarte.com/files/2011/11/foto-3.jpg" alt="" width="225" height="149" />Belsole contribuisce a <strong>destrutturare lo spazio</strong>, documentandolo in maniera anonima. In un contesto globalizzato in cui le coordinate geografiche diventano irrisorie, l’uomo diventa protagonista assoluto dello scenario urbano. La narrazione di Belsole, a tratti cinematografica, ci conduce verso un&#8217;idea di <strong>città come sfondo indifferenziato</strong> di una dirompente fauna umana globalizzata, dalle blande radici di appartenenza.</p>
<p style="text-align: justify"><img class="size-full wp-image-1839 alignleft" src="http://www.fanzinarte.com/files/2011/11/calif_hotel.jpg" alt="" width="160" height="227" />Accompagnano gli scatti le sculture di <strong>Luigi Ferretti</strong> e le tele urbane del giovane <a title="Vai al sito di Marco Grioli" href="http://www.marcogrioli.com/" target="_blank"><strong>Marco Grioli</strong></a>.</p>
<p style="text-align: justify">Il <strong><em>venissage</em></strong> si terrà sabato 17 dicembre 2011 presso Palazzo Floriani dalle 17,30. Durante la presentazione della mostra, si terrà un interessante <strong>dibattito</strong> sul rapporto tra l&#8217;uomo e la città, l&#8217;architettura e l&#8217;arte contemporanea.</p>
<p style="text-align: justify">Seguendo una linea provocatoria, verranno messe a confronto la periferia di Los Angeles Inglewood e quelle marchigiane. In un tempo in cui i centri storici non svolgono più il tradizionale ruolo di luoghi di aggregazione, sono i <strong><em>non luoghi</em></strong> a rappresentare le immagini di vita quotidiana, nelle grandi città come nella provincia.</p>
<p style="text-align: justify"> Ecco il <strong>programma</strong> degli interventi:</p>
<ul style="text-align: justify">
<li><strong>Presentazione </strong>dell’iniziativa, a cura dell&#8217;architetto Enzo Fusari, Presidente dell’Ordine degli Architetti di Macerata</li>
<li><strong><em>Primo approccio al filone di ricerca Arte – Architettura nell’Arte Contemporanea</em></strong>, di <a title="Vai alla scheda di Camilla Boemio" href="http://www.fanzinarte.com/autori/camilla-boemio/"><strong>Camilla Boemio</strong></a>, critica, consulente e curatrice d’Arte Contemporanea</li>
<li><strong><em>L&#8217;uomo del XI secolo fra individualismo e globalizzazione</em></strong>, di Mina Sehdev, esperta di comunicazione e didattica on-line e docente presso la facoltà di Scienze della formazione dell&#8217;Università degli Studi di Macerata</li>
<li>Presentazione del magazine d’architettura <strong>ArkNews</strong></li>
<li><strong><em>The City = Il sistema aggregativo più sostenibile</em></strong>, degli architetti Simona Raponi e Piero Pirandrei, Officine Itaca</li>
<li><strong><em>Spazio e dinamica metropolitana: NYC</em></strong>, dell&#8217;ingegner Silvia Andreussi, redattrice di ArkNews e curatrice &#8220;Speciale ArkNews Roma&#8221;</li>
<li><strong>Interviste</strong> agli artisti, a cura di Camilla Boemio.</li>
</ul>
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		<title>Molly Dilworth, la pittrice dei tetti di New York</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Feb 2010 09:13:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[action panting]]></category>
		<category><![CDATA[Molly Dilworth]]></category>
		<category><![CDATA[New York]]></category>

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		<description><![CDATA[Dipingere per i satelliti Agli amici che seguono le mie farneticanti recensioni di artisti &#8220;fuori&#8221;, inteso fuori dalle Gallerie d&#8217;arte ma anche un poco fuori di testa, vorrei segnalare la visionaria pittrice di Brooklin, Molly Dilworth che è salita sui tetti del suo quartiere e ha dipinto alcuni murales orizzonatali sulle terrazze delle case. In [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><img class="size-full wp-image-1113 aligncenter" title="Molly Dilworth" src="http://www.fanzinarte.com/files/2010/02/Molly-Dilworth.jpg" alt="Molly Dilworth" width="476" height="318" /></p>
<h2 style="text-align: justify">Dipingere per i satelliti</h2>
<p style="text-align: justify">Agli amici che seguono le mie farneticanti recensioni di artisti &#8220;fuori&#8221;, inteso fuori dalle Gallerie d&#8217;arte ma anche un poco fuori di testa, vorrei segnalare la visionaria pittrice di Brooklin, <strong>Molly Dilworth</strong> che è salita sui tetti del suo quartiere e ha dipinto alcuni <strong>murales orizzonatali sulle terrazze delle case</strong>. In pratica, per vederli in tutto il loro splendore, dovete aprire Google Earth e guardarli nel vostro computer.</p>
<p style="text-align: justify">Eccoci usciti dall&#8217;astrattismo informale americano per continuare quell&#8217;<strong>action panting</strong> che non è più relegata alla tela o al gesto, ma che esce dal limite per entrare nel computer non certo come arte elettronica generata con i pixel, ma proprio <strong>la pittura</strong>, quella antica fatta col pennello, i colori e il supporto che <strong>per essere fruita ha bisogno della nuova tecnologia,</strong> quella che apre gli orizzoni, finge di espandersi ma si contrae nel Villaggio Globale.</p>
<p style="text-align: justify">Molly Dilworth è una grandissima visionaria che <strong>ha ricollegato l&#8217;arte moderna alle misteriose linee di Nazca e Uffington</strong> (Oxfordshire) lasciateci da altri artisti visionari che con 1.500 anni d&#8217;anticipo avevano intuito che il progresso tecnologico avrebbe permesso di comprendere il loro lavoro&#8230;</p>
<p style="text-align: center"><img class="size-full wp-image-1117 aligncenter" title="Nazca" src="http://www.fanzinarte.com/files/2010/02/Nazca.jpg" alt="Nazca" width="435" height="323" /></p>
<p style="text-align: center"><img class="size-full wp-image-1116 aligncenter" title="cavallo_uffington" src="http://www.fanzinarte.com/files/2010/02/cavallo_uffington.jpg" alt="cavallo_uffington" width="385" height="239" /></p>
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		<title>Poster Boy, la pubblicità come protesta</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Jul 2009 14:23:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
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		<description><![CDATA[  Da qualche tempo la metropolitana di New York ha qualcosa di strano. O meglio, non sono le stazioni underground ad essere strane, quanto i manifesti pubblicitari, che appaiono diversi da come uno se li aspetta. La colpa, o forse sarebbe meglio dire il merito, è di Poster Boy, anonimo artista che diffonde la sua personale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"> <img class="aligncenter size-medium wp-image-839" title="Un'immagine creata da Poster Boy" src="http://www.fanzinarte.com/wp-content/uploads/2009/07/poster-boy-300x243.jpg" alt="Un'immagine creata da Poster Boy" width="300" height="243" /></p>
<p style="text-align: justify"><span style="color: #000000">Da qualche tempo la <strong>metropolitana di New York</strong> ha qualcosa di strano. O meglio, non sono le stazioni underground ad essere strane, quanto i <strong>manifesti pubblicitari</strong>, che appaiono <em>diversi</em> da come uno se li aspetta. La colpa, o forse sarebbe meglio dire il merito, è di <strong>Poster Boy</strong>, anonimo artista che diffonde la sua personale protesta attraverso colla e rasoio. Nella Grande Mela lo conoscono tutti, eppure nessuno lo ha mai visto.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="color: #000000"><img class="aligncenter size-medium wp-image-840" title="Poster Boy diffonde la sua personale protesta attraverso colla e rasoio" src="http://www.fanzinarte.com/wp-content/uploads/2009/07/arancia-300x217.jpg" alt="Poster Boy diffonde la sua personale protesta attraverso colla e rasoio" width="300" height="217" /><br />
Poster Boy crea <strong>collages</strong> con i vari manifesti e il risultato sono <strong>messaggi</strong> <strong>di ribellione sociale</strong>.<br />
Secondo il <em>New York Times</em> Poster Boy è un <strong>movimento</strong>, non una persona. Moni Pineta e Mike Vargas, di una galleria d’arte di Broadway, sostengono che “Poster Boy potrebbe essere chiunque”. In una <strong>intervista anonima</strong> rilasciata al <em>New York Magazine</em>, Poster Boy afferma di scagliarsi contro le ingiustizie della società usando il rasoio come penna e come spada. Spuntano come funghi blog a lui dedicati, ma non solo: le sue opere stanno suscitando l&#8217;interesse dei <strong>collezionisti</strong> e tra qualche tempo potrebbero valere <strong>milioni</strong>. Se andate in vacanza a New York, vi suggeriamo di portare a casa qualche pubblicità modificata da Poster Boy&#8230;</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="color: #000000"><img class="aligncenter size-medium wp-image-841" title="Poster Boy crea collages con i manifesti pubblicitari" src="http://www.fanzinarte.com/wp-content/uploads/2009/07/barba-300x225.jpg" alt="Poster Boy crea collages con i manifesti pubblicitari" width="300" height="225" /></span></p>
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		<title>Tina Modotti musa per Like Us 2009</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Jan 2009 12:29:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La mostra e gli eventi che compongono Like-us 2009 sono dedicati a Tina Modotti (1896-1942) fotografa e attrice, amica di Frida Kahlo e figura rivoluzionaria del novecento. La mostra d’arte itinerante è curata da Valerio Dehò e, dopo Bologna, si sposterà a Roma, Mantova, New York,  Parigi e Tokyo. Nel comunicato stampa si legge: &#8220;Like-us [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><img class="aligncenter size-medium wp-image-557" title="Tina Modotti" src="http://www.fanzinarte.com/wp-content/uploads/2009/01/tina-221x300.jpg" alt="Tina Modotti" width="221" height="300" /></p>
<p style="text-align: justify">La mostra e gli eventi che compongono <a title="Like Us 2009" href="http://www.like-us.eu/" target="_blank"><strong>Like-us 2009</strong> </a>sono dedicati a <strong>Tina Modotti</strong> (1896-1942) fotografa e attrice, amica di Frida Kahlo e figura rivoluzionaria del novecento.<br />
La mostra d’arte itinerante è curata da Valerio Dehò e, dopo <strong>Bologna</strong>, si sposterà a <strong>Roma, Mantova, New York,  Parigi</strong> e <strong>Tokyo</strong>.</p>
<p style="text-align: justify">Nel comunicato stampa si legge: &#8220;Like-us nasce come un progetto artistico concepito su un concetto molto semplice: <strong>l’arte genera arte</strong>. Le caratteristiche che definiscono il profilo Like-us sono: la figura della <strong>Musa ispiratrice. </strong>Il sottotitolo del progetto è: <strong>artisti di oggi per donne di sempre</strong>. La prima edizione individua Tina Modotti come propria musa ispiratrice per l’edizione numero uno del progetto; un gruppo di artisti coinvolti da Lavinia Turra (Lorenzo Chiuchiu, Demosthenes Davvetas, Nicola Muschitiello, Roberto Pazzi, Anna Ronchi, Mustafa Sabbagh, Lavinia Turra, Gabriele Via); una serie di opere nelle quali ogni artista cede quindi un momento di libertà creativa per essere connesso nel disegno complessivo; una serie di tappe in Italia e all’estero in cui presentare le opere con diversi momenti di performance; un libro d’arte che accompagna l’evento; il sito <a title="Like Us 2009" href="http://www.like-us.eu" target="_blank"><strong>www.like-us.eu</strong></a>&#8220;.</p>
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		<title>Tempi di crisi? Dormite al Guggenheim</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Oct 2008 09:36:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tempi di crisi. Come convincere la gente ad andare lo stesso al museo? Il Guggenheim ha trovato un’originale soluzione: far dormire i visitatori nei propri spazi espositivi. &#8216;Revolving Hotel Room&#8217; è un’installazione di arte contemporanea dell’artista belga Cartsen Holler che inaugurerà il 26 ottobre. Pagando dai 300 agli 800 dollari le coppie di amanti dell’arte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align: center"><a href="http://www.fanzinarte.com/files/2008/10/guggenheim.jpg"><img class="size-medium wp-image-194 aligncenter" title="guggenheim" src="http://www.fanzinarte.com/wp-content/uploads/2008/10/guggenheim-300x158.jpg" alt="" width="300" height="158" /></a></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt"><span style="IT" lang="IT"><span style="small"><span style="Times New Roman">Tempi di crisi. Come convincere la gente ad andare lo stesso al museo? <strong>Il Guggenheim </strong>ha trovato un’originale soluzione:<strong> far dormire i visitatori nei propri spazi espositivi. <a title="Dormire al Guggehheim" href="http://www.guggenheim.org/exhibitions/exhibition_pages/anyspace/index_hotel.html" target="_blank">&#8216;Revolving Hotel Room&#8217;</a> </strong>è un’installazione di arte contemporanea dell’artista belga <strong>Cartsen Holler</strong> che inaugurerà il 26 ottobre. <strong>Pagando dai 300 agli 800 dollari </strong>le coppie di amanti dell’arte potranno riposare (o fare quel che più gli aggraderà) in questa <strong>camera da letto di design fissata su una piattaforma girevole</strong>. Il pacchetto comprende anche la possibilità di visitare nottetempo il museo, attentamente osservati dai sorveglianti (che finalmente avranno un po’ di compagnia!) e la colazione offerta da <a title="Waldorf Astoria Hotel" href="http://waldorfastoria.hilton.com/en/wa/hotels/information.jhtml;jsessionid=VSSN5JPULSGLCCSGBJBM22Q?ctyhocn=NYCWAWA&amp;key=HOME" target="_blank"><strong>Waldorf Astoria</strong></a>, uno dei più prestigiosi hotel di New York e tra gli sponsor dell’iniziativa, servita a letto entro le 8,30 per rispettare l&#8217;orario di apertura del museo. Pare che l&#8217;attrice <strong>Chloe Sevigny</strong> sia stata fra i primi a prenotarsi.</span></span></span></p>
<p><span style="AR-SA" lang="IT"><strong>Il <a title="Guggenheim" href="http://www.guggenheim.org/" target="_blank">Guggenheim Museum</a>, capolavoro dell’architettura contemporanea con sede nella Quinta Strada progettato da Frank Lloyd Wright, </strong>a suo modo cerca di attirare i visitatori che vogliano passare una nottata artistica. Peccato che alla scrivente manchino almeno un paio di requisiti necessari a entrare nella rosa dei fortunati dormienti: </span></p>
<ol>
<li><span style="AR-SA" lang="IT">ottocento dollari da investire in questa simpatica follia;<br />
</span></li>
<li><span style="AR-SA" lang="IT">un pigiama adatto all’occasione. Sì, perché mica si può girare tra i capolavori di Picasso, Chagall, Kandinskij col tutone di pile. E’ quantomeno kitsch. A meno di non seguire l’esempio di Marylin Monroe, che dormiva con addosso solo due gocce del mitico Chanel n°5&#8230;</span></li>
</ol>
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