feb 10 15

Molly Dilworth, la pittrice dei tetti di New York

di aldo.vincent

Molly Dilworth

Dipingere per i satelliti

Agli amici che seguono le mie farneticanti recensioni di artisti “fuori”, inteso fuori dalle Gallerie d’arte ma anche un poco fuori di testa, vorrei segnalare la visionaria pittrice di Brooklin, Molly Dilworth che è salita sui tetti del suo quartiere e ha dipinto alcuni murales orizzonatali sulle terrazze delle case. In pratica, per vederli in tutto il loro splendore, dovete aprire Google Earth e guardarli nel vostro computer.

Eccoci usciti dall’astrattismo informale americano per continuare quell’action panting che non è più relegata alla tela o al gesto, ma che esce dal limite per entrare nel computer non certo come arte elettronica generata con i pixel, ma proprio la pittura, quella antica fatta col pennello, i colori e il supporto che per essere fruita ha bisogno della nuova tecnologia, quella che apre gli orizzoni, finge di espandersi ma si contrae nel Villaggio Globale.

Molly Dilworth è una grandissima visionaria che ha ricollegato l’arte moderna alle misteriose linee di Nazca e Uffington (Oxfordshire) lasciateci da altri artisti visionari che con 1.500 anni d’anticipo avevano intuito che il progresso tecnologico avrebbe permesso di comprendere il loro lavoro…

Nazca

cavallo_uffington

lug 09 07

Poster Boy, la pubblicità come protesta

di Valentina

 Un'immagine creata da Poster Boy

Da qualche tempo la metropolitana di New York ha qualcosa di strano. O meglio, non sono le stazioni underground ad essere strane, quanto i manifesti pubblicitari, che appaiono diversi da come uno se li aspetta. La colpa, o forse sarebbe meglio dire il merito, è di Poster Boy, anonimo artista che diffonde la sua personale protesta attraverso colla e rasoio. Nella Grande Mela lo conoscono tutti, eppure nessuno lo ha mai visto.

Poster Boy diffonde la sua personale protesta attraverso colla e rasoio
Poster Boy crea collages con i vari manifesti e il risultato sono messaggi di ribellione sociale.
Secondo il New York Times Poster Boy è un movimento, non una persona. Moni Pineta e Mike Vargas, di una galleria d’arte di Broadway, sostengono che “Poster Boy potrebbe essere chiunque”. In una intervista anonima rilasciata al New York Magazine, Poster Boy afferma di scagliarsi contro le ingiustizie della società usando il rasoio come penna e come spada. Spuntano come funghi blog a lui dedicati, ma non solo: le sue opere stanno suscitando l’interesse dei collezionisti e tra qualche tempo potrebbero valere milioni. Se andate in vacanza a New York, vi suggeriamo di portare a casa qualche pubblicità modificata da Poster Boy…

Poster Boy crea collages con i manifesti pubblicitari

gen 09 29

Tina Modotti musa per Like Us 2009

di Valentina

Tina Modotti

La mostra e gli eventi che compongono Like-us 2009 sono dedicati a Tina Modotti (1896-1942) fotografa e attrice, amica di Frida Kahlo e figura rivoluzionaria del novecento.
La mostra d’arte itinerante è curata da Valerio Dehò e, dopo Bologna, si sposterà a Roma, Mantova, New York,  Parigi e Tokyo.

Nel comunicato stampa si legge: “Like-us nasce come un progetto artistico concepito su un concetto molto semplice: l’arte genera arte. Le caratteristiche che definiscono il profilo Like-us sono: la figura della Musa ispiratrice. Il sottotitolo del progetto è: artisti di oggi per donne di sempre. La prima edizione individua Tina Modotti come propria musa ispiratrice per l’edizione numero uno del progetto; un gruppo di artisti coinvolti da Lavinia Turra (Lorenzo Chiuchiu, Demosthenes Davvetas, Nicola Muschitiello, Roberto Pazzi, Anna Ronchi, Mustafa Sabbagh, Lavinia Turra, Gabriele Via); una serie di opere nelle quali ogni artista cede quindi un momento di libertà creativa per essere connesso nel disegno complessivo; una serie di tappe in Italia e all’estero in cui presentare le opere con diversi momenti di performance; un libro d’arte che accompagna l’evento; il sito www.like-us.eu“.

ott 08 22

Tempi di crisi? Dormite al Guggenheim

di Valentina

Tempi di crisi. Come convincere la gente ad andare lo stesso al museo? Il Guggenheim ha trovato un’originale soluzione: far dormire i visitatori nei propri spazi espositivi. ‘Revolving Hotel Room’ è un’installazione di arte contemporanea dell’artista belga Cartsen Holler che inaugurerà il 26 ottobre. Pagando dai 300 agli 800 dollari le coppie di amanti dell’arte potranno riposare (o fare quel che più gli aggraderà) in questa camera da letto di design fissata su una piattaforma girevole. Il pacchetto comprende anche la possibilità di visitare nottetempo il museo, attentamente osservati dai sorveglianti (che finalmente avranno un po’ di compagnia!) e la colazione offerta da Waldorf Astoria, uno dei più prestigiosi hotel di New York e tra gli sponsor dell’iniziativa, servita a letto entro le 8,30 per rispettare l’orario di apertura del museo. Pare che l’attrice Chloe Sevigny sia stata fra i primi a prenotarsi.

Il Guggenheim Museum, capolavoro dell’architettura contemporanea con sede nella Quinta Strada progettato da Frank Lloyd Wright, a suo modo cerca di attirare i visitatori che vogliano passare una nottata artistica. Peccato che alla scrivente manchino almeno un paio di requisiti necessari a entrare nella rosa dei fortunati dormienti:

  1. ottocento dollari da investire in questa simpatica follia;
  2. un pigiama adatto all’occasione. Sì, perché mica si può girare tra i capolavori di Picasso, Chagall, Kandinskij col tutone di pile. E’ quantomeno kitsch. A meno di non seguire l’esempio di Marylin Monroe, che dormiva con addosso solo due gocce del mitico Chanel n°5…