nov 08 08

Gnam. Il visitatore è servito

di Valentina

Il 4 novembre scorso alla Gnam (Galleria nazionale d’arte moderna) di Roma è stato presentato il libro Esperienza e conoscenza del museo: indagine sui visitatori della galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea, a cura di Maria Mercede Ligozzi e Stefano Mastandrea, edito da Electa. Il volume presenta i risultati di una ricerca svolta dalla Soprintendenza alla Galleria Nazionale d’arte moderna e contemporanea da agosto 2006 a settembre 2007 (in collaborazione con la cattedra di Psicologia generale presso la facoltà di scienze della formazione di Roma Tre e l’ufficio di statistica del ministero dei beni e delle attività culturali) sui visitatori del museo e sugli spettatori della mostra “Il Simbolismo. Da Moreau a Gauguin a Klimt. L’indagine mirava non solo a conoscere il profilo socio-demografico dei visitatori, ma anche a misurarne l’indice di gradimento in relazione alle varie esposizioni.

2603 i questionari sottoposti a visitatori italiani e stranieri. Un profilo del pubblico è stato tracciato anche attraverso osservazione e interviste: oltre che sui dati socio-demografici, le domande vertevano anche sulla qualità dell’esperienza museale (gradimento degli allestimenti, frequenza delle visite alla Galleria, motivo delle visite, percezione del bello). In una delle interviste un visitatore afferma: “Il museo è un’isola dove ci si ritrova, dove si riflette sul passato e si immagina il futuro, ma è anche un’isola dove ci si perde…”. Come scrivono gli autori Ligozzi e Mastandrea, due sono gli orientamenti del pubblico: per alcuni il museo è puramente “luogo di conservazione ed esposizione”, per altri è “centro vitale di confronti e di scambi sociali intensi”.

Ma, tirando le somme, chi sono i frequentatori della Galleria nazionale? Si tratta di un pubblico soprattutto giovane e femminile, laureato e abituato a frequentare musei. Alta la percentuale di stranieri (40%) rispetto agli italiani (60%). Il pubblico è habitué dei musei (più di dieci visite l’anno), preferisce l’arte figurativa e la spinta che lo guida è la voglia di imparare.

Molte sarebbero ancora le considerazioni da fare. Io non posso dilungarmi, anche se vorrei raccontarvi l’approccio dei visitatori alla collezione permanente della Galleria e alla mostra sul Simbolismo, il tempo trascorso davanti a ogni singola opera e quello passato nelle varie sezioni, il rapporto tra giovani e museo. Scrive Stefano Mastandrea che al visitatore della Galleria nazionale d’arte moderna piace imparare ammirando. Suona benissimo. E siccome di imparare (e anche di ammirare), per fortuna, non si finisce mai, vi consiglio di approfondire l’argomento. Il libro Esperienza e conoscenza del museo: indagine sui visitatori della galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea è consultabile presso la biblioteca della Galleria.

(Ringrazio per il materiale la dott.ssa Carla Michelli dell’ufficio stampa della Gnam).

ott 08 16

Sydney, tra le sculture a cielo aperto

di Valentina

Le spiagge di Sydney ospitano ogni anno un’esposizione di arte contemporanea, Sculpture by the Sea. L’appuntamento per appassionati, intenditori e semplici curiosi è dal 16 ottobre al 2 novembre a Bondi Beach, la più celebre d’Australia, spiaggia di sabbia finissima, meta privilegiata dai surfisti. Non poteva essere altrimenti: il suo nome in lingua aborigena significa “dove il mare si rompe sulle rocce“. Rocce che rendono tranquille le acque della baia e, a un centinaio di metri dalla riva, creano onde perfette per chi vuole cimentarsi con la tavola da surf.

Ogni edizione di Sculpture by the Sea richiama più di 400 mila visitatori, che percorrono i due chilometri della spettacolare costa tra Bondi e Tamarama. Artisti provenienti da tutto il mondo espongono più di cento opere. La spiaggia diventa un museo a cielo aperto, ma manca (evviva!) la soggezione che le location tradizionali spesso incutono negli spettatori. A Bondi Beach non c’è il silenzio reverenziale tipico dei musei. Il pubblico chiacchiera con in sottofondo la musica del mare, i bambini giocano tra le sculture, si passeggia a piedi scalzi con un occhio all’arte e uno alle meraviglie della natura.

Le sculture, a parte qualche eccezione, non mi sembrano né innovative né troppo interessanti. E’ il luogo dell’esposizione che le rende uniche e le riempie di significato. E le persone sono libere di girarci attorno, commentarle ad alta voce. A me sembra un ottimo modo per fare amicizia con l’Arte, che troppo spesso è vista come qualcosa di élitario, incomprensibile e distante. Invece eccola qui, baganata dal mare e usata come trespolo dagli uccelli. Le sculture si possono anche toccare! Bello, vero, poter dire di essersi divertiti a una mostra d’arte contemporanea? I bambini sembrano non avere dubbi.