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	<title>Fanzin-Arte &#187; Iperrealismo</title>
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		<title>Terry Rodgers: l&#039;upper class tra sesso ed indifferenza</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 11:12:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mariagiovanna</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
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		<category><![CDATA[Terry Rodgers]]></category>
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		<description><![CDATA[Conturbanti e carichi di pulsione erotica, i grandi quadri del pittore americano Terry Rodgers ritraggono in modo disincantato l’Upper Class newyorkese colta in momenti privati, come attraverso lo sguardo dell’incauto che osserva dal buco della serratura qualcosa di cui non sarebbe autorizzato ad avere visione o conoscenza. I soggetti sono sempre giovani belli, ricchi e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><img class="size-full wp-image-1024 aligncenter" title="Terry Rodgers2" src="http://www.fanzinarte.com/files/2009/11/Terry-Rodgers21.jpg" alt="Terry Rodgers2" width="359" height="269" /></p>
<p style="text-align: justify">Conturbanti e carichi di pulsione erotica, i grandi quadri del pittore americano <strong>Terry Rodgers </strong>ritraggono in modo disincantato l’Upper Class newyorkese colta in momenti privati, come attraverso lo sguardo dell’incauto che osserva dal buco della serratura qualcosa di cui non sarebbe autorizzato ad avere visione o conoscenza. I soggetti sono sempre giovani belli, ricchi e famosi (e molto spesso riconoscibili) ritratti con<strong> minuzia di particolari </strong>durante parties in suntuose ville o al bordo di lussuose piscine.</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-1025"></span>La particolarità è però che questi sono <strong>spesso seminudi </strong>e vengono rappresentati come colti prima o dopo un atto sessuale di gruppo o comunque una situazione che agli occhi di chi osserva risulta a tratti molto imbarazzante. Nonostante, infatti, le donne di Rodgers siano bellissime e semivestite ed i giovani aitanti e muscolosi, i loro atteggiamenti appaiono spesso goffi, i loro sguardi vacui ed un impercettibile <strong>freddezza e distacco invade tutta la scena</strong>.</p>
<p style="text-align: justify">Ogni opera di Rodgers cerca di dar risalto alla<strong> complessità delle relazioni umane</strong> nella società contemporanea cogliendole nel loro vuoto esistenziale. Non c’è calore e partecipazione nei loro movimenti e nelle loro interazioni ma solo indifferenza e disagio. La sensazione che pervade chi osserva queste tele squisitamente dipinte è quella di un profondo fastidio  legato all’osservazione di un qualcosa a cui non si ha l’autorizzazione ad accedere. Sensazione amplificata dalla percezione della scena come qualcosa di reale, per nulla idealizzata ed edulcorata, e quindi ulteriormente sconcertante.</p>
<p style="text-align: justify">Terry Rodgers esporrà le sue opere in un’anteprima europea a Bruxelles, <strong>dal 14 gennaio al 27 febbraio 2010 </strong>nella Aeroplastic Contemporary  di 32 rue Blanche.</p>
<p style="text-align: center"><img class="size-full wp-image-1026 aligncenter" title="Terry Rodgers" src="http://www.fanzinarte.com/files/2009/11/Terry-Rodgers1.jpg" alt="Terry Rodgers" width="356" height="336" /></p>

<a href='http://www.fanzinarte.com/arte/terry-rodgers-lupper-class-tra-sesso-ed-indifferenza/attachment/terry-rodgers7/' title='Terry Rodgers7'><img width="150" height="150" src="http://www.fanzinarte.com/files/2009/11/Terry-Rodgers7-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Terry Rodgers7" title="Terry Rodgers7" /></a>
<a href='http://www.fanzinarte.com/arte/terry-rodgers-lupper-class-tra-sesso-ed-indifferenza/attachment/terry-rodgers6/' title='Terry Rodgers6'><img width="150" height="150" src="http://www.fanzinarte.com/files/2009/11/Terry-Rodgers6-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Terry Rodgers6" title="Terry Rodgers6" /></a>
<a href='http://www.fanzinarte.com/arte/terry-rodgers-lupper-class-tra-sesso-ed-indifferenza/attachment/terry-rodgers5/' title='Terry Rodgers5'><img width="150" height="150" src="http://www.fanzinarte.com/files/2009/11/Terry-Rodgers5-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Terry Rodgers5" title="Terry Rodgers5" /></a>
<a href='http://www.fanzinarte.com/arte/terry-rodgers-lupper-class-tra-sesso-ed-indifferenza/attachment/terry-rodgers3/' title='Terry Rodgers3'><img width="150" height="150" src="http://www.fanzinarte.com/files/2009/11/Terry-Rodgers3-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Terry Rodgers3" title="Terry Rodgers3" /></a>
<a href='http://www.fanzinarte.com/arte/terry-rodgers-lupper-class-tra-sesso-ed-indifferenza/attachment/terry-rodgers1/' title='Terry Rodgers1'><img width="150" height="150" src="http://www.fanzinarte.com/files/2009/11/Terry-Rodgers11-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Terry Rodgers1" title="Terry Rodgers1" /></a>
<a href='http://www.fanzinarte.com/arte/terry-rodgers-lupper-class-tra-sesso-ed-indifferenza/attachment/terry-rodgers-2/' title='Terry Rodgers'><img width="150" height="150" src="http://www.fanzinarte.com/files/2009/11/Terry-Rodgers1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Terry Rodgers" title="Terry Rodgers" /></a>

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		<title>Le grandi sculture iperrealiste di Ron Mueck</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Mar 2008 07:14:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mariagiovanna</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Arti figurative]]></category>
		<category><![CDATA[Dead Dad]]></category>
		<category><![CDATA[Iperrealismo]]></category>
		<category><![CDATA[Ron Mueck]]></category>
		<category><![CDATA[Royal Accademy]]></category>
		<category><![CDATA[Scultura]]></category>

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		<description><![CDATA[  Ron Mueck è uno dei più importanti artisti iperrealisti viventi. Nato in Australia nel 1958 da genitori tedeschi vive ormai da un decennio a Londra. La sua storia artistica prende il via molto tardi, dopo che Mueck ha condotto programmi per l’infanzia, si è occupato di effetti speciali per il cinema e ha lavorato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"> <a href="http://www.fanzinarte.com/files/2008/02/ron-mueck5.jpg" title="ron-mueck5.jpg"><img src="http://www.fanzinarte.com/files/2008/02/ron-mueck5.jpg" alt="ron-mueck5.jpg" height="321" width="427" /></a></p>
<p><strong>Ron Mueck</strong> è uno dei più importanti <strong>artisti iperrealisti viventi</strong>. Nato in Australia nel 1958 da genitori tedeschi vive ormai da un decennio a Londra. La sua storia artistica prende il via molto tardi, dopo che Mueck ha condotto programmi per l’infanzia, si è occupato di effetti speciali per il cinema e ha lavorato per la pubblicità. Il suo primo approccio con il mondo dell’arte risale al 1997 con l’esposizione alla mostra “<em>Sensations”: Works of art from the Saatchi Collection</em>” alla <em>Royal Accademy</em> di Londra della sua impressionante scultura ‘<strong>Dead Dad</strong>’, che riproduce veramente il padre, poi riproposta alla <em>Hamburger Bahnhof a Berlino.</em> Le sue sculture rappresentano sempre esseri umani indifesi, spesso completamente nudi, impauriti, colti in momenti intimi, e per questo assorti, tristi, disarmati. L’utilizzo del silicone e di materiali acrilici per creare queste opere nasce dalla sua esperienze nel mondo cinematografico, ed è un’abilità che ha sempre padroneggiato con destrezza, dandone prova nei film come “<em>The Storyteller” </em>e “<em>Labyrinth” di Jim Henson.</em> Questi materiali, insieme ad un talento innato e maturato negli anni, conferiscono un senso di realtà e tangibilità alle sue sculture da lasciare spesso i visitatori delle sue esposizioni senza fiato. Braccia pelose, rughe, unghie tagliate male, macchie sulla pelle, vene campeggiano su queste enormi o minuscole sculture e contribuiscono a ricreare fedelmente l’effetto di vero.</p>
<p><a href="http://www.fanzinarte.com/files/2008/02/ron-mueck4.jpg" title="ron-mueck4.jpg"></p>
<p style="text-align: center"><img src="http://www.fanzinarte.com/files/2008/02/ron-mueck4.jpg" alt="ron-mueck4.jpg" height="380" width="363" /></p>
<p></a></p>
<p>Ogni singolo pelo e capello, infatti, è visibile, ogni piccola imperfezione viene regalata all’occhio attento del visitatore. A volte, osservandole, viene da pensare che manca loro solo l’alito della vita e nient’altro. Spesso però il sentimento che sorge spontaneo, oltre al <strong>senso di meraviglia e stupore, è un misto di tristezza, imbarazzo e vergogna</strong>, come se si stesse spiando dei momenti privati a cui normalmente non si sarebbe autorizzati ad accedere. L’iperrealismo è anche questo, una visione che va al di là della realtà, che in un certo qual modo la stravolge, che riesce ad insinuare nel nostro essere delle sensazioni che normalmente non si proverebbero davanti ad immagini della normale quotidianità di ognuno di noi. In dieci anni di produzione artistica <strong>Ron Mueck ha creato ‘solo’ 35 sculture</strong> tra le quali voglio ricordare il gigantesco ‘<strong>Wild man</strong>’ alto ben 3,80 metri e presentato alla Biennale di Venezia, ‘<strong>Seated Woman</strong>’ del 1996, <strong>‘Pregnant Woman’ </strong>1997, una donna in evidente stato di gravidanza, completamente nuda, alta 2,52 metri, ‘Big man’ (1998) dai critici indicato come un perfetto esempio di solitudine, ‘<strong>Boy’ </strong>del 1999 che raffigura un bambino inginocchiato (4,90 m x 4,90 m x 2,50 m), <strong>‘In Bed’ </strong>del 2000, lo stupefacente ‘<strong>Mother and Child</strong>’ (2001) che riproduce una donna che ha appena partorito con in grembo il proprio piccolo.</p>
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		<title>La Biroart di Juan Francisco Casas</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Feb 2008 07:52:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mariagiovanna</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Culture underground]]></category>
		<category><![CDATA[Bare(ly)there]]></category>
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		<category><![CDATA[Iperrealismo]]></category>
		<category><![CDATA[Juan Francisco Casas]]></category>
		<category><![CDATA[mostra]]></category>
		<category><![CDATA[penna biro]]></category>

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		<description><![CDATA[Juan Francisco Casas ha dimostrato che è possibile creare incredibili opere d’arte anche con una comune penna biro. Le opere di questo 31enne andaluso, trasferitosi a Roma grazie ad una borsa di studio dell’Accademia Reale Spagnola, non sono semplici foglietti su cui ha scarabocchiato qualche figura, belli ma di facile composizione, ma grandiosi disegni di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="arteconlabiro2.jpg" href="http://www.fanzinarte.com/files/2008/01/arteconlabiro2.jpg"></a></p>
<p style="text-align: center"><a title="arteconlabiro2.jpg" href="http://www.fanzinarte.com/files/2008/01/arteconlabiro2.jpg"><img src="http://www.fanzinarte.com/files/2008/01/arteconlabiro2.jpg" alt="arteconlabiro2.jpg" width="407" height="271" /></a></p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://www.juanfranciscocasas.com/" target="_blank"><strong>Juan Francisco Casas</strong> </a>ha dimostrato che è possibile creare incredibili opere d’arte anche con una comune penna biro. Le opere di questo 31enne andaluso, trasferitosi a Roma grazie ad una borsa di studio dell’Accademia Reale Spagnola, non sono semplici foglietti su cui ha scarabocchiato qualche figura, belli ma di facile composizione, ma grandiosi disegni di dimensioni ragguardevoli.<strong> I pannelli di Juan Francisco Casas arrivano anche a misurare due metri per due </strong>(in lavorazione ne ha uno di tre metri per tre) e consentono di apprezzare in todo il suo straordinario talento, sicuramente fuori dal comune.<br />
La precisione con cui compone le sue opere le fanno rassomigliare più a fotografie che a disegni, solo con toni di blu invece che di nero, in pieno <strong>stile iperealistico</strong>, da lasciare sbalorditi.<a title="arteconlabiro.jpg" href="http://www.fanzinarte.com/files/2008/01/arteconlabiro.jpg"></a></p>
<p style="text-align: center"><a title="arteconlabiro.jpg" href="http://www.fanzinarte.com/files/2008/01/arteconlabiro.jpg"><img src="http://www.fanzinarte.com/files/2008/01/arteconlabiro.jpg" alt="arteconlabiro.jpg" width="344" height="231" /></a></p>
<p style="text-align: justify">Una mostra a Madrid, alla<strong> <a href="http://www.galeriafernandopradilla.com/" target="_blank">galleria Fernando Pradilla</a></strong>, intitolata ‘<strong>Bare(ly)there</strong>’, ha fatto conoscere ulteriormente l’opera di questo giovane artista che ha già conquistato la critica nazionale. Casas utilizza questa particolare tecnica con la biro già da tre anni ma il successo è arrivato in seguito a questa esposizione.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Per ogni quadro, impiega circa due settimane e almeno 3 o 4 penne a sfera</strong>. I suoi soggetti preferiti sono i giovani, ragazzi e ragazze, alle prese con la vita quotidiana, ritratti spesso in situazioni che, con l’avvento della macchina digitale, comparirebbero sui pc o sulle stampe di molti di loro. Attimi di vita vissuta, di scherzi, di risa e di voglia di stare insieme. A volte i suoi soggetti si fanno audaci, provocanti e sono pronti a stupire chi li osserva. Solo avvicinandosi alla grande tela e scorgendo il tratto della penna che si fa lieve, in concomitanza di ombre e riflessi, si torna alla realtà e si realizza che è solo un quadro, opera di un talentuoso artista, e non il frutto tecnologico di un qualche aggeggio digitale.</p>
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