giu 10 08

Goya, il maestro del moderno a Milano

di anna

“Goya e il mondo moderno” è un’affascinante retrospettiva che Palazzo Reale dedica al pittore aragonese, vissuto a cavallo tra Settecento e Ottocento.

Ai molti di noi che collegano Goya ai ritratti della famiglia reale spagnola, questa mostra farà vedere le molte altre sfaccettature dell’artista, stilisticamente superbe e di grande profondità, che spesso vengono dimenticate.

La peculiarità dello spagnolo non risiede tanto nella tecnica pittorica, quanto nelle tematiche che ha scelto di rappresentare. La forza espressiva delle opere di Francisco Goya, infatti, ha un altissimo valore sociologico: con la sua arte ci ha offerto un tagliente spaccato della società in cui ha vissuto e ha usato i suoi pennelli per fare una critica al potere, documentare la vita del popolo e denunciare l’orrore della guerra. I temi più ricorrenti sono proprio la violenza, la miseria, il sopruso, lo sberleffo, il gesto.

L’arte di Goya ha influenzato profondamente i movimenti stilistici degli ultimi due secoli: impressionismo, simbolismo, espressionismo e surrealismo. Per questo Goya può essere a pieno titolo indicato come il precursore della modernità nell’arte. Artisti grandiosi come Picasso, Mirò, Giacometti, Pollock, Dalì, Bacon e Delacroix devono qualcosa agli insegnamenti del pittore di Fuendetodos.

La mostra è composta da 180 opere e suddivisa in cinque sezioni: “Il lavoro del tempo”, dove troviamo la ritrattistica, “La vita di tutti i giorni”, la raccolta di opere che illustrano la vita del popolo e le ingiustizie,  “Comico e grottesco”, con i bozzetti e le incisioni che irridono alla società spagnola, con personaggi deformi, fantastici, deviati; e ancora, “La violenza”, dove si raccontano la crudezza della guerra e l’irrazionalità, e “Il grido”, dove la soggettività e il gesto vengono trasformati dalla paura e dall’orrore, portando a galla il lato oscuro dell’uomo.

Quello che lascia davvero sorpresi è l’attualità di molte delle opere di Goya, che sanno far riflettere sui mali della società ora come allora.


“Goya e il mondo moderno”

Palazzo Reale Piazza Duomo 12, Milano

Orari

lun 14.30-19.30

mart, merc, ven e dom 9.30-19.30

giov e sab 9.30-22.30

Biglietti

Ridotto 7,50 euro

Intero 9 euro

giu 09 18

Questa è la guerra! Robert Capa al lavoro

di Valentina

Ritratto di Gerda Taro e Robert Capa, Parigi, 1935 © Fred Stein/International Center of Photography

Avete tempo solo fino al 21 giugno per visitare la mostra “Questa è la guerra! Robert Capa al lavoro“, esposizione di quasi 300 immagini fotogiornalistiche del grande artista allo Spazio Forma di Milano.

Endre Ernő Friedmann, questo il suo vero nome, nacque a Budapest nel 1913. Alle inziali ambizioni letterarie si sostituì ben presto la passione per la fotografia. I suoi reportage raccontano la guerra: da quella civile spagnola alla seconda guerra sino-giapponese, dalla seconda guerra mondiale al conflitto arabo-israeliano, fino alla guerra d’Indocina.

Robert Capa al lavoro

Nel 1947 Capa, insieme a Henri Cartier-Bresson, David Seymour e George Rodger, fonda a New York l’agenzia Magnum, che diventerà una delle maggiori agenzie fotografiche mondiali.

Capa raccolse immagini che ormai sono pezzi di storia: non si fermava davanti a nulla per fotografare, che si trattasse del primo Sbarco in Normandia, al quale prese parte, o di un lancio col paracadute (lo fece insieme ai militari per documentare l’attraversamento del Reno).

Nel 1954, durante la prima guerra d’Indocina, Capa morì saltando in aria in un campo minato.
«Un inferno che gli uomini si sono fabbricati da soli», diceva Robert Capa della guerra.
La mostra documenta con appunti, lettere e provini oltre che con moltissime immagini il modo in cui il Capa si preparava prima di partire per i fronti di guerra e il suo inarrivabile lavoro di fotogiornalista.

Informazioni
Orario: tutti i giorni dalle 11 alle 21
Giovedì e Venerdì dalle 11 alle 23
lunedì chiuso

Costo biglietto
Intero: 7,50 euro
Ridotto:6,00euro
Scuole:4,00 euro
Elenco delle riduzioni

Per ulteriori informazioni
02.5811.8067
02.8907.5419

Robert Capa, DDay, Omaha Beach, 1944

nov 08 18

Vauro e il 2009 di Emergency

di Valentina

Anche se (deo gratias!) il bombardamento mediatico pre-natalizio non è ancora iniziato, vi informo che l’anno nuovo è alle porte. Se non vi siete ancora procurati un calendario per il 2009, vi consiglio quello di Emergency, con le vignette dal bravissimo Vauro.

Vauro Senesi, giornalista e disegnatore, è tra i fondatori de “Il Male”, una delle più importanti rivista satiriche italiane. Per vent’anni, fino al 2006, è stato vignettista de Il manifesto, e i suoi graffianti disegni sono stati pubblicati da testate di tutto il mondo, da Linus a Cuore, da El Jueves a Il diavolo. Vauro è ospite fisso della trasmissione televisiva Annozero, è vignettista e inviato di Peacereporter.net. e lavora per Emergency, organizzazione non governativa fondata da Gino Strada.

“Un calendario di vignette. Qualche tratto e qualche parola. Tutto lì. Ma lì, a volte, c’è tutto davvero”. Così si apre il calendario 2009 di Emergency. “Il sorriso è su noi stessi e ci impedisce di archiviare ricordi, paure, bisogni e speranze. Ci fa presenti al nostro tempo, al mondo”. Mese dopo mese, le vignette di Vauro ci raccontano dell’Iraq, delle mine antiuomo, della Cambogia, di tutte le situazioni in cui Emergency è impegnata.

Io lo compro. I sorrisi che mi strappano Vauro ed Emergency sono amarissimi ma fanno tanto, tanto bene. A me e alle popolazioni che subiscono la guerra.