nov 07 21

'In Fabbrica' della Comencini al Torino Film Festival

di mariagiovanna

Alla 25esima edizione del Torino Film Festival, in programma dal 23 novembre al 1 dicembre prossimo, protagonista nel Panorama italiano, una delle sezioni volute da Nanni Moretti al suo debutto come direttore del festival, sarà Francesca Comencini con il suo documentario ‘In fabbrica’, dedicato alla figura dell’operaio. Il documentario è un ritratto delle persone che hanno popolato e popolano le fabbriche italiane dall’emigrazione degli anni ’50 al boom economico, dalle lotte operaie degli anni ’70 alla marcia dei quarantamila. La Comencini ha rovistato nel materiale dell’archivio delle Teche Rai e negli Archivi Aamond trovando documenti ed interviste dell’epoca alle quali ha miscelato le testimonianze della situazione lavorativa attuale in Italia.
La storia comincia dal cancello di una fabbrica degli anni ’50 e indaga i cambiamenti che hanno trasformato gli operai fino ai giorni nostri: dalle svolte epocali che hanno mutato i contadini in operai, dal diffondersi della catena di montaggio e la spersonalizzazione del lavoratore, alla nascita della coscienza politica, dalla crisi economica fino alla sconfitta della lotta dei 35 giorni alla Fiat.
La narrazione è affidata interamente alla voce degli operai, una babele di epoche e periodi storici, di aspirazioni e sconfitte, di speranze e difficoltà. Come sottolinea la regista, però ‘In tutti i racconti credo salti agli occhi un punto comune: la relazione etica, l’orgoglio che gli operai avevano, e ancora hanno, con il proprio lavoro. E sopravvive, ha ancora valore, anche nelle poche incursioni che ho provato a fare in alcune realtà industriali attuali. Lo si vede in uno degli squarci finali, l’intervista al lavoratore senegalese che sottolinea con rigore: “Quando accetto di fare qualcosa, lo faccio bene”’.

ott 07 29

I tanti piani di lettura del cartoon Ratatouille

di mariagiovanna

Ha fatto la sua apparizione nelle sale cinematografiche italiane, preceduto da un successo annunciato, e non ha deluso. Ratatouille, ultimo film d’animazione di Disney-Pixar, ha sbancato anche i nostri botteghini rimanendo in testa ai box office per la seconda settimana consecutiva ed incassando complessivamente 9.760.686 euro. Chi l’ha visto parla di un cartoon divertentissimo e pieno di scene esilaranti. Anche la critica di tutto il mondo non ha fatto che lodarlo. La storia è molto semplice e con il lieto fine tipico del genere ma, i livelli di lettura, sono diversi e stratificati. Remy, un topino che, trasferitosi dalla campagna a vivere nelle fogne di uno dei più esclusivi ristoranti parigini, riesce a realizzare il suo sogno di diventare un grande chef grazie ad una zuppa, da lui creata, elogiata dai maggiori critici culinari di tutto il mondo. E’ chiaro da subito l’enorme importanza che ricopre in questo film la sana alimentazione ed il cibo in generale. Molti hanno letto in questo cartone animato, girato dal premio oscar Brad Bird (per ‘Gli incredibili’), un chiaro messaggio verso i più piccoli e il loro innato rifiuto per i cibi ‘che fanno bene’. Un film quindi che non solo fa divertire ma che si pone come obiettivo quello di insegnare delle sane abitudini alimentari. Molti altri però sono i temi su cui riflettere affrontati da Ratatouille come, ad esempio, la difficoltà da parte dell’unica protagonista femminile del film nel riuscire ad entrare ed emergere in un mondo principalmente maschile come quello dell’alta cucina. Ed ancora: l’analisi autocritica del terribile Anton Ego sulla sua professione che tanto ha fatto discutere ed interrogarsi i culinari di professione. Insomma il gioiello digitale Ratatouille è un cartoon che diverte molto ma che non si accontenta della risata facile e fine a se stessa. Nessuna flatulenza o altro rumore spiccio, solo situazioni spassose ed intelligenti, cariche di un significato altro.

ott 07 17

Al cinema scompare il mestiere di comparsa

di mariagiovanna

Le comparse sono in via di estinzione. Ad annunciarlo il Times di Londra con un titolo molto eloquente “La fine degli eroi dimenticati del cinema”. Troppo poco lavoro, troppi pretendenti ed un avversario insuperabile, le comparse create ad hoc dalla tecnologia digitale sul computer: sono questi alcuni dei motivi della sparizione di questo mestiere cresciuto tra le pieghe della storia del cinema. Negli anni ’80, l’agenzia che dominava il mercato delle comparse in Inghilterra era la Central Casting con una lista di circa 1600 clienti. Molti di questi erano attori professionisti, che avevano studiato recitazione, canto e danza nelle scuole. Poi una legge aprì il mercato a chiunque volesse partecipare ad una produzione cinematografica senza avere più bisogno di una licenza apposita. In poco tempo le comparse si moltiplicarono fino a toccare la cifra di 50mila persone. L’immediata conseguenza fu la mancanza di lavoro per tutti e l’offerta di salari a bassissimo prezzo che trasformarono un lavoro in un hobby da fare a tempo perso. Oggi scegliere di fare la comparsa equivale a trovare un lavoro che impegna all’incirca dieci giorni l’anno. Una miseria. Inoltre, l’innovazione tecnologica ha permesso, alle grandi produzioni, di fare a meno delle comparse per le scene di massa. Meglio tanti replicanti costruiti a computer, come è stato fatto nel ‘Signore degli anelli’, in ‘Troy’ e in ’300′. E se questo non fosse sufficiente ad affossare questo storico mestiere ci si è messa pure la moda di girare i film direttamente tra la gente, usando comparse inconsapevoli e gratuite. Scelta molto meno costosa per la produzione, di più facile attuazione e con un maggior effetto di autenticità e realismo.

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ott 07 01

Le pellicole della II edizione del Festival del cinema di Roma

di mariagiovanna

Più che un festival sarà una grande festa pensata a misura di pubblico. Il Roma Filmfest 2007, alla sua seconda edizione, proporrà un programma di tutto rispetto, meno affollato e caotico dello scorso anno, incentrato, invece, sulla qualità di tante pellicole firmate da registi di fama mondiale. Secondo il sindaco di Roma, Veltroni, è “una manifestazione davvero molto bella: lo dico non da sindaco, ma da appassionato”. Gli sponsor sembrano avere apprezzato le proposte di questa seconda edizione del Festival, stanziando nel complesso 13 milioni di euro (in buona parte dalla Camera di Commercio), quasi il doppio di quello riservato al festival di Venezia.

La kermesse cinematografica, in programma dal 18 al 27 ottobre, ospiterà 70 pellicole, selezionate dai direttori Piera Detassis (Première), Giorgio Gosetti e Teresa Cavina (Cinema 2007), Mario Sesti (Extra) e Gianluca Giannelli (Alice) tra cui un’anteprima mondiale di tutto rispetto, il film di Francis Ford Coppola “Youth Without Youth” (in Italia ‘Un’altra giovinezza’) con Tim Roth, la più prestigiosa prima del festival. Tante le star attese al festival capitolino, da Tom Cruise a Cate Blanchett, da Halle Berry a Jake Gyllenhaal, dalla nostra Sophia Loren al veterano Sidney Lumet, fino a Robert Redford e Martin Scorsese .

PREMIERE
La sezione più autorevole e glamour, dedicata ai film ad alto tasso di spettacolarità e alle stelle da tappeto rosso (che sarà calpestato da ben dieci vincitori di premi Oscar). Il film di apertura sarà “Elisabeth: the Golden Age” di Shekhar Kapur, seguito di Elizabeth, con protagonista ancora una volta Cate Blanchett nel ruolo della sovrana inglese. Seguiranno poi ‘Rendition’ del sudafricano Gavin Hood (Oscar per Il mio nome è Tsotsi), con Reese Whiterspoon e Jake Gyllenhaal, che affronta il tema della lotta al terrorismo e dei sequestri insoliti; ‘Silk’ del canadese Francois Girard, tratto dal best seller Seta di Alessandro Baricco, con Keira Knightley e Michael Pitt; ‘Things we lost in the fire’ della danese Susanne Bier, con gli affascinanti Halle Berry e Benicio del Toro; ‘Across the universe’ di Julie Taymor, musical interamente costruito sulle canzoni dei Beatles e ‘Into the wild’, opera di Sean Penn, ambientato in Alaska e ispirata alla vera storia di un esploratore solitario. I film italiani in concorso nella sezione Premiere hanno la firma di Silvio Soldini (Giorni e nuvole), dramma sociale con Antonio Albanese e Margherita Buy e di Dario Argento (La terza madre), terza parte delle trilogia che comprende anche Suspiria e Inferno)
IN CONCORSO
Le pellicole in gara sono in totale 14 più un titolo a sorpresa che verrà rivelato solo più avanti. Il film di apertura è ‘Le deuxiéme souffle’, omaggio del regista Alain Corneaued allo scrittore José Giovanni e ai noir di Jean-Pierre Melvilel, interpretato dalla bellissima Monica Bellucci e da Daniel Auteuil. Gli altri film in concorso: ‘El Pasado’ dell’argentino Hector Bebenco, con Gael Garcia Bernal; la scatenata commedia ‘Juno’, diretta da Jason Reitman (già regista di Thank You for smoking) con la sceneggiatura dell’ex spogliarellista Diablo Cody, con Jennifer Garner; ‘Caotica Ana’ di Julio Medem, il Kolossal ‘Mongol’ del russo Sergei Bodrov, prima parte di una trilogia dedicata alla mitica figura di Gengis Khan; ‘Reservation road’ dell’americano Terry George (quello di Hotel Rwanda), con Joaquin Phoenix, Mark Ruffalo e Jennifer Connelly. Le italiane in concorso sono ‘La giusta distanza’ il ‘gotico padano’ di Carlo Mazzacurati e ‘L’uomo privato’ di Emidio Greco.

FUORI CONCORSO

La sezione fuori concorso ospita due perle rare, due grandi voci della critica antagonista americana: Sidney Lumet con ‘Before the Devil knows you’re dead’ interpretato da Ethan Hawke, Philip Seymour Hoffman, Albert Finney, ritratto tagliente della piccola borghesia americana e ‘Leoni per agnelli’ di Robert Redford, con Tom Cruise, dedicato al conflitto afgano.

set 07 12

In Kirghizistan arriva il Festival di Issyk Koul

di mariagiovanna

Vorrebbe dare del filo da torcere addirittura al Festival di Cannes. Per ora, il Festival di Issyk Koul, che ha aperto i battenti il 3 Settembre scorso in Kirghizistan, può permettersi giusto di avere come punta di diamente la presenza di uno degli attori più noti del cinema asiatico, il cinese Jackie Chan. Nelle ambizioni del premier di questa sperduta repubblica del’ex Unione Sovietica c’è quella di imporre il Festival a livello internazionale e di farlo diventare l’appuntamento più importante del continete asiatico. Jackie Chan, noto per i suoi film d’azione in cui vengono miscelate ironia ed arti marziali, parteciperà all’inaugurazione dell”emergente’ film festival. Come ricompensa, il governo ha promesso di battezzare una montagna in suo onore.