di Valentina

Che noia mortale i vernissage, che sbadigli da slogarsi la mascella alle inaugurazioni delle mostre! Quando capita la sventura di metter piede a una vernice, che fare? L’unica via di scampo è tuffarsi tra le bollicine del calice a cui ci aggrappiamo e sullo snobissimo caviale delle tartine. Ovunque, attorno a noi, collezionisti fanno le pulci alle opere esposte. L’ennesimo espertone di turno blatera di quotazioni e tecniche pittoriche. Tutti fanno finta di sapere tutto, ma il dubbio è che anche loro si stiano chiedendo: che ci faccio qui?
Schivi osteggiatori del jet set, ho buone notizie per voi. A novembre debutterà in Italia, al Superstudio Più di Milano, Arte Accessibile Milano, una fiera che punta sull’atmosfera informale per far incontrare appassionati, artisti e galleristi mettendo da parte la puzza sotto il naso. Dal 13 al 16 novembre 60 artisti europei esporranno e venderanno le proprie opere a prezzi non superiori ai settemila euro e sarà possibile assistere a pièce teatrali, art brunch (ovvero buffet artistici, perché anche la gola vuole la sua parte), live painting e molto altro.
L’evento partecipa alla art week (Con)Temporary Art / via Tortona e dintorni, patrocinata dal Comune di Milano e che durerà dal 10 al 16 novembre. Una scorpacciata di arte a prova di sbadigli!
di Valentina

Le spiagge di Sydney ospitano ogni anno un’esposizione di arte contemporanea, Sculpture by the Sea. L’appuntamento per appassionati, intenditori e semplici curiosi è dal 16 ottobre al 2 novembre a Bondi Beach, la più celebre d’Australia, spiaggia di sabbia finissima, meta privilegiata dai surfisti. Non poteva essere altrimenti: il suo nome in lingua aborigena significa “dove il mare si rompe sulle rocce“. Rocce che rendono tranquille le acque della baia e, a un centinaio di metri dalla riva, creano onde perfette per chi vuole cimentarsi con la tavola da surf.
Ogni edizione di Sculpture by the Sea richiama più di 400 mila visitatori, che percorrono i due chilometri della spettacolare costa tra Bondi e Tamarama. Artisti provenienti da tutto il mondo espongono più di cento opere. La spiaggia diventa un museo a cielo aperto, ma manca (evviva!) la soggezione che le location tradizionali spesso incutono negli spettatori. A Bondi Beach non c’è il silenzio reverenziale tipico dei musei. Il pubblico chiacchiera con in sottofondo la musica del mare, i bambini giocano tra le sculture, si passeggia a piedi scalzi con un occhio all’arte e uno alle meraviglie della natura.
Le sculture, a parte qualche eccezione, non mi sembrano né innovative né troppo interessanti. E’ il luogo dell’esposizione che le rende uniche e le riempie di significato. E le persone sono libere di girarci attorno, commentarle ad alta voce. A me sembra un ottimo modo per fare amicizia con l’Arte, che troppo spesso è vista come qualcosa di élitario, incomprensibile e distante. Invece eccola qui, baganata dal mare e usata come trespolo dagli uccelli. Le sculture si possono anche toccare! Bello, vero, poter dire di essersi divertiti a una mostra d’arte contemporanea? I bambini sembrano non avere dubbi.