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	<title>Fanzin-Arte &#187; Alberto Cottica</title>
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		<title>Le mondine sono sul web (e al Festival di Torino)</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Nov 2008 10:21:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">Nella valanga di informazioni utili e futili che sommergono quotidianamente il globo, ho rischiato di perdermi una chicca. Una perla che è in circolazione addirittura da settembre, e io non ne sapevo nulla! L’oggetto in questione si chiama <strong>Di madre in figlia</strong>, è un documentario prodotto da <strong>Davide Ferrario</strong> e girato da <strong>Andrea Zambelli</strong> e lo scorso settembre, al <a title="Toronto International Film Festival" href="http://tiff08.ca/default2.aspx" target="_blank"><strong>Festival del Cinema di Toronto</strong> </a>dove è stato presentato in anteprima mondiale, il pubblico – in piedi – si è spellato le mani per venti minuti di applausi.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><span style="IT" lang="IT"><span style="small"><span style="Times New Roman">Di madre in figlia racconta la <strong>storia del coro delle mondine di Novi</strong>. Le mondine, o mondariso, erano lavoratrici stagionali che, all’epoca in cui i diserbanti non erano ancora nati, avevano il compito di togliere le erbacce che infestavano le risaie. A piedi scalzi tutto il giorno nell’acqua, la schiena curva, un cappellaccio in testa per ripararsi dal sole, le mondine restavano lontane da casa per mesi e i loro letti erano giacigli di paglia. E, per sopportare la fatica e la nostalgia, cantavano. </span></span></span></p>
<p class="MsoBodyText" style="text-align: justify"><span lang="IT"><span style="Times New Roman"><strong>“Se otto ore vi sembran poche provate voi a lavorar e proverete la differenza di lavorar e di comandar&#8230;</strong>”. Sono state proprio le mondine a conquistarsi, nei primi anni del secolo scorso, il diritto di lavorare otto ore e non una di più. A far mettere nero su bianco che la parola padrone aveva fatto la muffa, e che la dignità non si barattava con <strong>dodici lire</strong>.</span></span></p>
<p class="MsoBodyText" style="text-align: justify"><span lang="IT"><span style="Times New Roman">Il documentario <em>Di madre in figlia</em> prende corpo da un progetto di <a title="Contrordine compagni" href="http://www.cottica.net/2008/11/07/di-madre-in-figlia-la-prima-italiana-del-film-il-26-novembrefrom-mother-to-daughter-italian-premiere-on-novembre-26th/trackback/" target="_blank"><strong>Alberto Cottica</strong></a> (ex componente dei Modena City Ramblers) e dei suoi <strong><a title="Se non puoi cavalcare l'onda..." href="http://www.fiamma.org/" target="_blank">Fiamma Fumana</a></strong>, che hanno adottato le mondine di Novi da ben otto anni. Il percorso comune comprende un <strong>libro</strong>, uno <strong>spettacolo</strong> <strong>concerto</strong> e anche un <strong><a title="Mondine 2.0" href="http://www.mondine.it/" target="_blank">sito web</a></strong>, “<em>che ha l’intento di raccontare una storia abbattendo il confine tra autori e pubblico</em>.<br />
<em>La storia è quella delle mondine. Donne straordinarie che abbiamo la fortuna di conoscere e che ci hanno insegnato molto. La loro storia è anche la nostra, e siamo consapevoli che le battaglie che portiamo avanti oggi non sono che il proseguimento di quelle delle mondine</em>”. “<em><strong><span style="normal"><strong>Mondine 2.0</strong> è uno spazio interattivo</span> </strong>da cui poter avvicinarsi a questo progetto e diventare parte attiva di esso. Un’occasione per capire quanto ancora sia viva l’energia delle mondariso e per scoprire talenti, storie da raccontare e realtà da denunciare.<br />
Questo spazio appartiene a tutti quelli che sentono che la storia delle mondine è la storia di tutti e che la strada da fare è ancora lunga</em>”.</span></span></p>
<p class="MsoBodyText" style="text-align: justify"><span lang="IT"><span style="Times New Roman">Sia il blog che gli spezzoni di documentario che ho avuto modo di vedere sono molto belli, commoventi, teneri e arrabbiati. E vedere le ragazze cantare in piedi una accanto all’altra in tutta la loro dignità, con i vestiti a fiorellini e i sandali aperti, i foulard colorati e le anziane voci un po’ tremolanti, tiene inchiodati allo schermo. </span></span></p>
<p class="MsoBodyText" style="text-align: justify"><span lang="IT"><span style="Times New Roman"><strong>Di madre in figlia sarà presentato il 26 novembre al <a title="Torino Film Festival" href="http://www.torinofilmfest.org/" target="_blank">Festival di Torino</a></strong>.</span></span></p>
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