di aldo.vincent

“Blue”, la storica rivista a base di fumetti erotici, chiude i battenti. Con il numero 200 si chiude così l’esperienza della rivista che con i suoi diciotto anni ha contribuito a mantenere viva la fiamma dell’erotismo a fumetti. Per questa ultima imperdibile edizione si sono riuniti i migliori protagonisti italiani ed internazionali in un numero che ne riassume il percorso. Mannelli, Baldazzini, Saudelli, Trillo, Scòzzari, Bacilieri, Cadelo, Rotundo sono solo alcuni dei nomi più conosciuti.
Oltre alle illustrazioni sono presenti anche tavole espressamente dedicate a questo storico addio.
Fonte www.blitzquotidiano.it/photogallery
di Valentina

Due dissidenti iraniani in esilio firmano con lo pseudonimo Payman&Sina “Persepolis 2.0“, un fumetto web che in poche settimane è stato visto da più di centomila persone. Rielaborando le strisce di Persepolis, graphic novel di Marjane Satrapi da cui nel 2007 è stato tratto anche un film, i due oppositori (che vivono a Shangai) raccontano le elezioni del 12 giugno 2009, della vittoria di Ahmadinejad, delle contestazioni al presidente iraniano e della repressione dell’opposizione con gli stessi schizzi in bianco e nero della Satrapi ma dialoghi completamente diversi rispetto all’originale.
In Persepolis, la Satrapi racconta la sua infanzia in Iran e la rivoluzione del 1979, mentre in Persepolis 2.0 Payman&Sina, pubblicitari, affrontano il tema delle recenti elezioni fino alla morte di Neda, la ragazza di 26 anni uccisa durante gli scontri del 21 giugno.
Le dieci pagine del fumetto anti-Ahmadinejad sono scaricabili in pdf e, nonostante la censura, sono state viste anche da numerosi iraniani.
di Valentina

Andrea Pazienza è stato, ma a noi piace dire è, uno dei più grandi e geniali disegnatori italiani. Autore di fumetti e pittore, Pazienza disegnava da quando aveva 18 mesi, come raccontò a un giornale nell’81. Sarebbe morto di lì a poco, nel 1988, lasciando le sue storie pubblicate su Il male, Linus, Frigidaire, Tango raccolte in una ventina di volumi.
Talvolta “Paz” ci regala ancora un inedito, come quello di Fandango (che raccoglie 17 tavole disegnate a 16 anni e ispirate a Jacques Prévert) che dal 25 luglio e fino a settembre affiancherà l’esposizione degli originali alla Palazzina azzurra di San Benedetto del Tronto. Dice Fernanda Pivano nell’introduzione al libro che il giovane Pazienza deve aver scelto Prévert “per lo stesso desiderio di libertà che tutti e due hanno vissuto. Due artisti popolari e anarchici, antiborghesi e sperimentali, audaci e comunicativi”. Conosciuto sui banchi di scuola, Prévert appassionò Pazienza che ne interpretò i temi alla sua maniera originale e intensa. Una “chicca” da non perdere per chi da Andrea Pazienza è stato rapito e non può più farne a meno.

di Valentina

Bruno Brindisi è uno dei più conosciuti disegnatori di Dylan Dog, l’”indagatore dell’incubo” creatura di Tiziano Sclavi verso la fine degli anni ‘80.
Mercoledì 1°luglio, alle 18, presso la Feltrinelli di piazza dei Martiri a Napoli, sarà presentato il volume “Lezioni di fumetto: Bruno Brindisi – Una linea chiara per raccontare l’orrore” di Davide Occhicone, monografia-intervista che ripercorre la carriera del fumettista.
Brindisi ha prestato la sua matita anche al il mitico Tex Willer, altro personaggio di punta della Sergio Bonelli Editore, ne “I predatori del deserto” del 2002 e in “Muddy Creek” del 2004.
Il cartoonist salernitano (classe 1964) si è confrontato anche con il romanzo storico (“Novilok”, serial ambientato nella Russia del 1760, scritto da Patrick Weber e prodotto dai francesi de Les Humanoides Associés) e con la fantascienza (“Brad Barron”, con testi di Tito Faraci).
“Lezioni di fumetto: Bruno Brindisi – Una linea chiara per raccontare l’orrore” fa parte di una collana edita da Coniglio Editore che propone una serie di interviste ai più grandi fumettisti italiani.
Alla Feltrinelli di piazza dei Martiri mercoledì 1° luglio alle 18 saranno ospiti lo studioso di linguaggio del fumetto Sergio Brancato, lo sceneggiatore Giuseppe De Nardo e il giornalista Marcello Napoli .
di Valentina

Chi ha più di vent’anni ricorderà forse, come la sottoscritta, un formidabile compagno di svago della propria infanzia: il “Corriere dei Piccoli”, pubblicato fino al 1995. Con lui ho scoperto il fumetto e non l’ho più abbandonato: Cocco Bill di Jacovitti, la Stefi di Grazia Nidasio, la Pimpa di Altan e tanti, tanti altri. Pagine lette e rilette, numeri conservati e storie imparate a memoria. Fumetti intelligenti, educativi, divertenti. Non so se oggi vi sia in giro qualcosa di simile, ma ne dubito. E non lo dico perché faccio parte della schiera di quelli che “una volta era tutto meglio”, ma perché il Corriere dei Piccoli è inimitabile e, soprattutto, inarrivabile. Lo dico senza timore di smentite, e chi vuole provarci si faccia sotto.
Dal 22 gennaio alla Rotonda di via Besana a Milano la mostra “Corriere dei Piccoli: storie, fumetto e illustrazione per ragazzi” celebrerà il centenario della nascita del settimanale. L’esposizione ci accompagna in una passeggiata tra i personaggi che hanno fatto la storia del Corriere dei Piccoli, da Bilbolbul al Signor Bonaventura al grande Corto Maltese.
La mostra, curata da Giovanna Ginex, ha anche un catalogo edito da Skirà.