di Valentina

Dal 9 al 13 settembre arriva, a deliziare gli amanti dei libri, la tredicesima edizione del Festivaletteratura di Mantova. L’evento vedrà la presenza di autori italiani e stranieri: a far loro da palcoscenico, gli angoli più suggestivi della città.
Pubblico, editori, giornalisti e scrittori daranno vita a un festival che mantiene la formula vincente degli scorsi anni con, in più, proposte per il futuro della manifestazione (come la creazione di un archivio telematico di materiale audiovisivo e cartaceo che raccoglierà i “prodotti” del Festivaletteratura).
Autori esordienti si alterneranno a grandi penne: Nadine Gordimer, premio Nobel, è tra gli ospiti illustri del festival. Dalla Francia arriva Muriel Barbery, autrice dell’amatissimo “L’eleganza del riccio”. Tra gli italiani arriveranno a Mantova Margaret Mazzantini, Melania Mazzucco, Bianca Pitzorno, Lella Costa. Sophie Kinsella, autrice di I love shopping (da cui recentemente è stato tratto un film), sarà anche lei tra i protagonisti del festival. E poi il greco Petros Markaris con il suo ispettore Charitos, la spagnola Alicia Giménez-Bartlett, il siciliano Santo Piazzese, l’afghano Atiq Rahimi e molti, molti altri…
Un appuntamento da non perdere.
di Valentina

La IV edizione di Intersezioni, manifestazione che coniuga felicemente archeologia e scultura contemporanea, avrà per protagonista Dennis Oppenheim con il suo Splash Building. Artista a stelle e strisce, Oppenheim è noto per la Land Art e per le sue performance video.
La Land Art è una corrente artistica che nasce negli Stati Uniti negli anni ‘70. Opere installative agiscono sul paesaggio modificandone l’aspetto tramite interventi temporanei o l’uso di materiali ecologici. La Land Art approfondisce il rapporto di interazione tra natura e uomo, le cui performance non devono stravolgere il paesaggio ma inserirsi armoniosamente in esso, trasformandolo discretamente.
La rassegna Intersezioni anche quest’anno sarà ospitata dal Parco Archeologico di Scolacium e per la prima volta dal museo MARCA di Catanzaro.
Promossa dalla Provincia di Catanzaro – Assessorato alla Cultura con la collaborazione della Regione Calabria, della Direzione Regionale per i Beni culturali e paesaggistici della Calabria e della PARC, l’esposizione fa parte del progetto Sensi contemporanei.
Il Parco di Scolacium, uno dei siti archeologici più importanti del Meridione, dal 31 luglio al 3 novembre 2009 farà da teatro alle grandi installazioni di Oppenheim realizzate dagli anni ‘90 a oggi. Electa ha realizzato un catalogo della mostra in italiano e in inglese.
Il MARCA invece propone fino al 7 settembre 2009 una personale di Alex Katz con sculture e progetti dagli anni ‘60 a oggi.
Parco Archeologico di Scolacium
tutti i giorni 10-21,30; ingresso libero
Museo MARCA
via Alessandro Turco 63, Catanzaro.
Orario: da martedì a domenica 9,30-13; 16-20,30; chiuso lunedì Ingresso:3 euro; tel. 0961.746797; info@museomarca.com

di Valentina

Andrea Pazienza è stato, ma a noi piace dire è, uno dei più grandi e geniali disegnatori italiani. Autore di fumetti e pittore, Pazienza disegnava da quando aveva 18 mesi, come raccontò a un giornale nell’81. Sarebbe morto di lì a poco, nel 1988, lasciando le sue storie pubblicate su Il male, Linus, Frigidaire, Tango raccolte in una ventina di volumi.
Talvolta “Paz” ci regala ancora un inedito, come quello di Fandango (che raccoglie 17 tavole disegnate a 16 anni e ispirate a Jacques Prévert) che dal 25 luglio e fino a settembre affiancherà l’esposizione degli originali alla Palazzina azzurra di San Benedetto del Tronto. Dice Fernanda Pivano nell’introduzione al libro che il giovane Pazienza deve aver scelto Prévert “per lo stesso desiderio di libertà che tutti e due hanno vissuto. Due artisti popolari e anarchici, antiborghesi e sperimentali, audaci e comunicativi”. Conosciuto sui banchi di scuola, Prévert appassionò Pazienza che ne interpretò i temi alla sua maniera originale e intensa. Una “chicca” da non perdere per chi da Andrea Pazienza è stato rapito e non può più farne a meno.

di Valentina

Al Festival di Resistenza, nel cortile del Museo Cervi a Gattatico (fra Parma e Reggio Emilia), martedì 21 alle ore 21 andrà in scena lo spettacolo “Orti insorti- in giardino con Pasolini, Calvino e il mi’ nonno contadino in Maremma”. Per citare la locandina, si tratta di un “monologo con musica dal vivo e minestrone” scritto e interpretato da Elena Guerrini, con musiche di Davide Orlando e cucina di Stefania Carnevali. Sì, cucina, avete letto bene: sul palco ci sarà una vera cuoca che preparerà una zuppa da mangiare tutti insieme, attori e spettatori, alla fine dello spettacolo. E non è tutto: per assistere alla rappresentazione non si dovrà sborsare un euro, ma basterà mettere in pratica il vecchio baratto, portando una bottiglia di lambrusco o un pezzo di formaggio. All’antica, secondo la tradizione contadina (un tempo gli attori si esibivano in cambio di cibo).
“A fine spettacolo – promette il programma – una festa con musica e merenda con vino, pane, zucchero”. La rappresentazione racconta di agricoltura di oggi e di ieri, di clima e di crisi economica. Proprio quest’ultima ha dato all’autrice lo spunto dell’ingresso “barattato” come modo per affrontare la crisi.
Il Festival di Resistenza al Museo Cervi (che, per quei pochi che ancora non lo sapessero, fu la casa dei fratelli partigiani), organizzato dall’istituto Alcide Cervi con la consulenza del teatro di Pianura e la partnership della cooperativa Boorea, a partire dal 15 e fino al 25 luglio proporrà un gran numero di appuntamenti tutti incentrati su memoria e natura. Sabato 25 il Festival chiuderà con la presenza di Debora Serracchiani, giovane speranza del Pd.
di Valentina

Da qualche tempo la metropolitana di New York ha qualcosa di strano. O meglio, non sono le stazioni underground ad essere strane, quanto i manifesti pubblicitari, che appaiono diversi da come uno se li aspetta. La colpa, o forse sarebbe meglio dire il merito, è di Poster Boy, anonimo artista che diffonde la sua personale protesta attraverso colla e rasoio. Nella Grande Mela lo conoscono tutti, eppure nessuno lo ha mai visto.

Poster Boy crea collages con i vari manifesti e il risultato sono messaggi di ribellione sociale.
Secondo il New York Times Poster Boy è un movimento, non una persona. Moni Pineta e Mike Vargas, di una galleria d’arte di Broadway, sostengono che “Poster Boy potrebbe essere chiunque”. In una intervista anonima rilasciata al New York Magazine, Poster Boy afferma di scagliarsi contro le ingiustizie della società usando il rasoio come penna e come spada. Spuntano come funghi blog a lui dedicati, ma non solo: le sue opere stanno suscitando l’interesse dei collezionisti e tra qualche tempo potrebbero valere milioni. Se andate in vacanza a New York, vi suggeriamo di portare a casa qualche pubblicità modificata da Poster Boy…
