dic 08 19

La quinta volta del Dr.House

di Valentina

Dr.House

Negli Usa ha raggiunto quota quinta serie e, televisivamente parlando, inizia ad essere anzianotto, ma è sempre più affascinante. Parlo di “Dr.House” e del suo alter ego Hugh Laurie, attore britannico che pare tutt’uno col suo personaggio stropicciato e misantropo.
Gregory House sembra detestare malati e collaboratori e non perde occasione per scoccare frecciatine tutt’altro che velate. Sarebbe un perfetto str… se non fosse così bravo ad azzeccare anche le diagnosi più improbabili (se siete ipocondriaci vi consiglio di evitate la serie televisiva: tante sono le malattie e i casi rari che non uscireste più di casa per paura di cadere malati).
Manca poco (pare che l’11 gennaio sarà il giorno clou) e i fan potranno gustarsi, su Canale 5, gli ultimi episodi della quarta stagione, seguiti a ruota dai primi episodi della quinta stagione. Vedremo Laurie-House, bastone alla mano e Dicodin sempre in tasca (zoppica a causa di una diagnosi errata ed è dipendente dalle sue pillole), alle prese con un movimentato finale della quarta stagione tra mille colpi di scena.
Oltre ad essere considerato un sex symbol dal pubblico femminile (che adora la sua aria burbera e malinconica, la sua ironia e le sue immancabili t-shirt), Hugh Laurie è uno degli attori più pagati del piccolo schermo e ha meritato un bel bottino in fatto di premi: al suo attivo, infatti, ha 2 Golden Globe e una nomination agli Emmy Awards. I nuovi episodi della serie saranno più romantici (ma non aspettatevi rose e serenate, si tratta pur sempre di quell’orco di House!) e venati da un filo di suspence (entrerà in scena un detective privato, ma non vi anticipo altro – non voglio approfondire per non guastare la sorpresa né a me né a voi).
Chiudo con un’annotazione musicale preziosissima su un brano che ho scoperto grazie ad House: se vi è sfuggito, recuperate lo splendido pezzo che House ascolta a tutto volume fingendo di suonare la tastiera sulla scrivania. Si tratta di Teenage Wasteland degli Who. Scommettiamo che antrerà nella vostra top ten musicale?

dic 08 17

A Parigi i modelli delle scuole d’arte nudi per protesta

di Valentina

Sciopero dei modelli delle scuole d'arte

Le modelle e i modelli delle scuole d’arte di Parigi non assomigliano ai patinati e scultorei personaggi che incontriamo sfogliando le riviste di moda. Sono giovani e meno giovani, bassi, alti, magri, abbondanti, hanno perfino la cellulite. I modelli delle scuole d’arte sono l’ispirazione degli studenti e posano immobili per ore vestiti solo della loro imperturbabilità. Hanno stipendi che lasciano parecchio a desiderare e che fino a ieri arrotondavano grazie al “cartoccio”, un foglio da disegno piegato a forma di cono posato davanti a sé.
Peccato che la legge abbia soppresso la mancia in tutti gli edifici pubblici. Niente più obolo, quindi, e modelli e modelle hanno deciso di protestare posando (ovviamente nudi!) davanti all’assessorato alla Cultura e sfidando la gelida temperatura di Parigi. Corpi esposti ancora una volta per ispirare, sì, ma questa volta il buonsenso. Per ottenere il riconoscimento di un mestiere tanto faticoso e malpagato quanto prezioso. Che cosa sarebbe stato di Manet senza la sua Berthe Morisot? O di Picasso senza Olga Khokhlova o le sue tante modelle? La riuscita di un’opera non è forse anche merito dei modelli che prestano il corpo, uno sguardo, un dettaglio? Riuscite forse a immaginare un degno sostituto del corpo umano per gli schizzi degli artisti?
Le top model sono superpagate perché attorno a loro gira una montagna di soldi, mentre ai modelli imperfetti e agguerriti delle scuole d’arte non vanno che spiccioli. Leonardo e il suo uomo vitruviano si rivolterebbero nella tomba.

dic 08 16

Zuzù Factory, t-shirt di design (italiano)

di Valentina

Woman's best friend

Qualche tempo fa vi ho parlato di Threadless.com, sito americano che propone e mette in vendita t-shirt creative e bellissime illustrate da giovani designer.

Ba mi ha segnalato che in Italia esiste Zuzù Factory, sito analogo creato da tre amici. Zuzù Factory “nasce dal desiderio di offrire T-shirts di qualità, rigorosamente ‘Made in Italy’, offrendo un design dinamico, frizzante e giovanile. I nostri designs sono prodotti, votati, e quindi scelti da voi, in modo che l’originalità non venga mai a mancare. Voi sarete i nostri designers, voi sarete gli stilisti” leggo sul sito.

Le magliette sono prodotte in edizione limitata e per inviare le proprie creazioni o esprimere una preferenza è necessario registrarsi. “Il sito funziona quasi come un social network, una vetrina di creativi aperta ai suggerimenti degli utenti. Designers e utenti sono una costante fonte d’ispirazione, e tanti sono i progetti trasversali che possono coinvolgere una piattaforma interattiva come questa. E’ un work in progress in cui contests e produzione si alternano come frutto di un trafficatissimo crocevia di idee e creatività“.

Scorrendo la gallery delle magliette (sono annunciati nuovi arrivi) trovo illustrazioni colorate e divertenti a prezzi modici (la media è di 14 euro perché in questo periodo i capi sono scontati). Un’ottima idea regalo natalizia e non per amici patiti di t-shirt e anche per me. Ebbene sì, lo confesso: ho già puntato la maglietta con disegnate le scarpe rosa…

Bravi, bravi ragazzi, che mettono a frutto idee e creatività in barba a questo periodaccio in cui tutto è immobile.
Piccola nota patriottica: perché ordinare magliette da un sito Usa se posso farmene spedire di altrettanto belle da dietro l’angolo? Fate come vi pare, ma se vedrete il vostro collega arrivare in ufficio con una Zuzù Factory non lamentatevi che non ve lo avevo detto…

dic 08 15

Quanto sei bella Roma… città Natale

di Valentina

Roma città Natale

Se avete programmato una fine 2008 capitolina, avete visto giusto: Roma, infatti, si prepara a vivere Natale,  Capodanno ed Epifania con una serie di avvenimenti di grande rilievo culturale. Mostre, concerti, presepi, letteratura: offerte per tutti i gusti, che invogliano i festaioli senza dimenticare chi desidera celebrare in maniera più intima le feste.
Dall’8 dicembre al 6 gennaio, a Roma potrete ammirare i tradizionali presepi, per esempio alla Sala del Bramante dove ne saranno esposti oltre cento. Potrete proseguire con il presepe dei netturbini, alla sede dell’Ama, e se ancora non ne avrete avuto abbastanza, ricordate che il giorno dell’Epifania per le vie dell’Esquilino fino a piazza Vittorio sfilerà il presepe vivente.
Capitolo mostre: il 26 dicembre inizia “I colori dell’Ara Pacis, esperimento serale di illuminazione dei marmi che ci restituisce i colori e lo splendore  originali. Al Chiostro del Bramante troverete “Giulio Cesare, l’uomo, le imprese, il mito”, mostra dedicata al mito di Cesare, letterato, stratega, politico, generale, storico. Nella ricca offerta vi segnalo al Vittoriano “Picasso 1917-1937. L’Arlecchino dell’arte”, una tra le più importanti rassegne a livello mondiale dedicate al genio, e “Jean-Michel Basquiat. Fantasmi da scacciare” alla Fondazione Memmo, (Palazzo Ruspoli).

Se la vostra passione è il teatro, non resterete a bocca asciutta. Alla Sala Umberto andrà in scena un classico, Miseria e nobiltà, al mitico Teatro India Pinocchio del Teatro del Carretto, al Sistina Poveri ma belli, per non parlare del Della cometa, del Ghione e di tutti gli altri che sarebbe troppo lungo citare. Sono ben ventidue le strutture che partecipano al progetto Capodanno a teatro, per brindare al 2009 in compagnia degli attori. Prenotate, gente, prenotate, perché il cartellone teatrale romano è sì vastissimo, ma anche ambitissimo.
Le feste a Roma saranno animate anche da Gianna Nannini e Baustelle, da iniziative per i bambini e concerti di richiamo internazionale, da tradizione e avanguardia culturale. Per farvi un’idea di tutto ciò che la capitale offre a turisti e cittadini, cliccate qui, e tanti auguri!

dic 08 12

RaiDue taglia Brokeback Mountain e poi fa finta di pentirsi

di Valentina

Brokeback Mountain

I segreti di Brokeback Mountain, di Ang Lee, è un polpettone sentimentale che ha avuto successo soprattutto grazie allo scalpore suscitato dalla storia d’amore tra i due protagonisti, bellissimi, machi e gay tormentati. Le scene di sesso cowboyesco non sono proprio castissime, ma rispetto al popò di davanzali, culetti e strusciamenti che ci sbattono in faccia a qualsiasi ora e con qualsiasi pretesto in tv sembrano robetta all’acqua di rose. Insomma, mi dico, se voglio vedere Striscia la notizia devo anche sorbirmi ogni santa sera il sedere di una (per carità, bellissima) stangona mora. Quasi non c’è film che non contenga a mo’ di soprammobile qulache bollente scena di sesso (etero, of course). Ovunque si parla di sesso, anche a metà pomeriggio in qualche trasmissione pseudo-sociologica. A tutte le ore lenzuola disfatte, zompettamenti e gridolini, corpi ignudi e ginniche prese di posizione.
I canali tv italiani sono il paradiso dei nudisti (senza offesa per i nudisti veri), e che combina quella bacchettona di RaiDue? Trasmette Brokeback Mountain senza le scene di sesso tra Heat Ledger e Jake Gyllenhaal. Il film vincitore di tre Oscar e di quattro Golden Globe è stato privato delle sequenze giudicate più sconvenienti.
La nota della Rai giustifica così l’accaduto: “Una serie di casualità ha impedito la messa in onda della versione originale. La Rai ha comprato i diritti del film tramite Rai Cinema. Per un’eventuale trasmissione senza vincoli di orario, è stato chiesto alla società Bim, che l’ha distribuito nelle sale, il visto censura. In seguito a tale richiesta, il distributore ha consegnato la copia che aveva ottenuto il visto, mentre non è stato sollecitato l’invio contestuale della versione integrale. Pertanto – continua la nota – quando RaiDue ha deciso di trasmettere il film ha ritenuto di utilizzare la versione integrale non verificando sul terminale che la versione in possesso della Rai era quella che aveva ottenuto il visto censura per la trasmissione senza vincoli di orario”.
“Chi si è permesso di pensare che il pubblico adulto non avrebbe potuto sopportare baci ed effusioni tra due uomini, e di stravolgere la trama trasformando una grande passione in amicizia?” ha detto il presidente nazionale dell’Arcigay Aurelio Mancuso. Seguiti a ruota da Franco Grillini, presidente di Gaynet, Aduc (Associazione diritti utenti e consumatori), dal Circolo omosessuale Mario Mieli, da Vladimir Luxuria e una grande fetta di pubblico.
Il direttore di RaiDue, Antonio Marano, “ha preso l’impegno di mettere in programmazione la replica del film nella versione cinematografica senza tagli”. Ormai la frittata (bigotta) è fatta. Non potevano pensarci prima? In Italia si fa sempre retromarcia quando la figuraccia è stata fatta. Bah.