di mariagiovanna

Trovo il quadro di Gerald Laing, The Kiss, che raffigura la cantante Amy Winehouse con il marito Blake Fielder-Civil, ispirato e ben riuscito. Mi ha colpito appena l’ho visto. Gerald Laing è un artista molto conosciuto in Gran Bretagna ma nel nostro paese il suo nome è noto solo agli appassionati di Pop art e a pochi altri. Diventato famoso negli anni sessanta grazie ad alcuni quadri che raffiguravano icone dell’epoca, come la bellissima Brigitte Bardot e l’attrice danese Anna Karina, a quaranta anni di distanza, Laing torna ad effigiare delle celebrità. Tra queste spiccano i nomi della modella grissino Kate Moss e di Victoria Beckham, oltre alla Winehouse. La nuova serie di dipinti di Laing si basano sulle immagini perfette e patinate di questi personaggi famosi, come appaiono su giornali e riviste. In the Kiss, il cui nome deriva dalla scultura di Auguste Rodin, la Winehouse si trova sul red carpet e bacia con trasporto il neo marito. Il quadro è esposto alla Ocontemporary di Brighton. Laing è rimasto folgorato da questa giovane cantante, nota alle cronache per i suoi comportamenti sempre al limite. “Ha un talento incredibile e una personalità notevole – ha dichiarato Laing –. Ha una vena autodistruttiva che trovo molto interessante, perché è qualcosa che accomuna le nostre vite. E’ come un calcio in faccia alla mortalità. Una posizione che molte persone di talento hanno seguito”. La Winehouse sembra essere perfetta nei panni di icona pop, tanto che Laing sta già lavorando ad un altro ritratto. In questo nuovo dipinto Amy sarà raffigurata mentre, seduta in compagnia di altre persone ad una cerimonia di premiazione, sorseggia champagne. In questo quadro Laing re-immagina il “Banchetto di Belshazzar” di Rembrandt. Un’opera dell’artista è al momento in esposizione a Roma all’interno della mostra “Pop art! 1956-1968” alle Scuderie del Quirinale. La mostra rimarrà aperta fino al 27 gennaio 2008 e propone “una carrellata attraverso oltre 100 opere, una cinquantina di artisti e poco più di una decina d’anni, per raccontare uno dei movimenti che hanno fatto la storia dell’arte e del costume della seconda metà del XX secolo”.
di mariagiovanna
Fino all’Epifania il Teatro Stabile del Giallo di Roma ospiterà ‘La luna di carta’, una piece tratta da uno dei capolavori di Camilleri sulle indagine del commissario Montalbano. La storia racconta di un Montalbano, costretto a disbrigarsi tra due donne, così diverse tra loro ma entrambe misteriose ed insidiose: la fidanzata giovane, bella e moderna e la sorella chiusa e conservatrice. Montalbano si trova a fare i conti col cadavere di uomo rinvenuto sul terrazzo della palazzina d’epoca in cui abitava, alla periferia di Vigatà, in una posa oscena.
Ad impersonare il famoso commissario sarà Nino D’Agata, fisicamente simile all’immagine che Camilleri ha del suo personaggio più amato e conosciuto, per la regia di Maria Luisa Bigai. Dopo tredici romanzi e milioni di copie vendute e la consacrazione con la fiction televisiva interpretata da Luca Zingaretti mancava uno spettacolo teatrale per suggellare per sempre la figura di Camilleri come uno degli scrittori più amati e seguiti nel nostro paese.
di mariagiovanna
‘Black Hole‘ di Charles Burns è già una pietra miliare nel fumetto nordamericano e ora sbarca in Italia per Coconino Press. La storia, raccontata da questo celebre illustratore e fumettista del Time e del New York Times, verte intorno a questo strano virus che si trasmette per via sessuale tra gli adolescenti di Seattle e genera mutanti. Il mondo rappresentato da Burns è caratterizzato da atmosfere misteriose, a tratti terrificanti, ma attraversato
da una carica sessuale che toglie quasi il fiato. “In Black Hole – spiega Burns – ho affrontato le paure legae al passaggio dall’infanzia all’età adulta. E ho anche raccontato la mia adolescenza, riportando su carta quello che provavo a quell’età”.
Leggendo questo fumetto (una mescolanza di horror, situazioni autobiografiche adolescenziali, sensualità e cronaca) non si può che rimanere impigliati in questa rete magica, coinvolti totalmente dall’intrigo di storie, sentimenti e questioni irrisolte. La saga, durata un decennio (1994-2004), ha dato ancora più fama e notorietà al suo autore, già conosciuto, per avere disegnato la storica copertina dell’album Brick by Brick dell’’Iguana’ Iggy Pop e per i ritratti pubblicati sulla rivista culto americana The Believer. Black Hole è entrato di diritto nella classifica del Comics Journal, dei 100 fumetti americani più belli di tutti i tempi. Una storia appassionante, un fumetto affascinante, che ha stregato i lettori oltreoceano e che promette di fare la stessa cosa per quelli di casa nostra.
Charles Burns. Black Hole. Coconino Press, 19 euro